La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 7 luglio
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa alla riunione che inizia oggi ad Ankara, in Turchia, dei leader dei Paesi della Nato, con le preoccupazioni riguardo al gelo tra Giorgia Meloni e il presidente Usa Donald Trump, dopo le polemiche delle ultime settimane. “Vertice Nato, il gelo di Meloni verso Trump”, è la prima pagina del Corriere della Sera. “Trump, i timori di Meloni”, titola La Stampa.
“Trump, mani sui mondiali” (La Repubblica).
“Vertice Nato, il gelo di Meloni verso Trump” (Il Corriere della Sera).
“Le scelte a destra”, di Andrea Polito: “Circola una tesi, sostenuta anche da persone di indubbia cultura politica, secondo la quale Vannacci non sarebbe altro che una Meloni più naive, prima cioè che gli anni di governo le insegnassero l’arte della ipocrisia e la costringessero a mimetizzare le sue vere pulsioni. Per battere le idee di Vannacci, ne consegue, bisogna battere Meloni”.
“Trump, i timori di Meloni” (La Stampa).
“Effetto Pnrr, ora la Pa paga le fatture con 16,1 giorni di anticipo medio” (Il Sole 24 Ore).
“Gelo tra Meloni e Trump” (Il Messaggero).
“Parole volgari o ragioni politiche?”, di Paolo Pombeni: “Perché. Questo è l’interrogativo che si pongono diplomatici e analisti dopo il meme con cui Trump ha attaccato, pesantemente e volgarmente, la premier italiana Giorgia Meloni. Il fatto che quell’iniziativa vada oltre ogni misura, oltre ogni decenza, è fuori discussione. È vero che il tycoon ha abituato il mondo ad un uso basso e spregiudicato della comunicazione, ma questa volta ha passato il limite non solo del bon ton diplomatico (quello non sa proprio dove stia di casa), ma del rispetto umano che si deve anche a chi venisse considerato un avversario pericoloso (e come ciò si possa applicare a Meloni non si riesce a capire)”.
“NATO per sfasciare tutto” (Il Giornale).
“Le regole del gioco” (Il Manifesto).
“Non hanno pane? Mangino cannoni” (Il Fatto Quotidiano).
“Nato per leccare”, di Marco Travaglio: “Ha un bel dire Crosetto che “i presidenti passano, il rapporto con gli Usa resta”: nei prossimi due anni e mezzo, salvo sorprese, gli Usa saranno ancora sinonimo di Trump, con cui chi governa dovrà continuare a fare i conti. Possibilmente facendo gl’interessi dell’Italia, anzi iniziando a farli…”.
“Armi o bagagli” (Avvenire).
“Espulso” (Libero).
“Da leader a pallone sgonfiato”, di Alessandro Sallusti: “Vabbè, allora vale tutto. Donald Trump estrae il cartellino rosso nei confronti di Giorgia Meloni («Serve un ordine restrittivo») per non incrociarla nel vertice Nato di oggi in Turchia e fa annullare d’imperio il cartellino rosso costato l’espulsione, e la squalifica, al bomber Folarin Balogun della nazionale Usa impegnata nella notte contro il Belgio per gli ottavi del mondiale («Sì, ho parlato io con Infantino, il fallo non c’era e l’arbitro è sospetto»)”.
“Trump-Nato, oggi la resa dei conti. Ma lui pensa a truccare il Mondiale” (Domani).
“Sono criminali, non matti! E bisogna rimandarli a casa” (La Verità).
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