La realtà virtuale sbarca sulla Luna: così guideremo i robot del futuro
Le prossime missioni lunari diventeranno via via sempre più complesse e si prevede che l'impiego di mezzi robotici sarà sempre più ampio. Ma non ci sarà immediatamente del personale presente a seguire tutte le operazioni, e come dimostrano le precedenti esperienza, guidare un veicolo a milioni di chilometri di distanza, muovendosi tra crateri profondi e affrontando una gravità ridotta, è una delle sfide più complesse per le prossime missioni spaziali.
Oggi, grazie a una combinazione di gemelli digitali e realtà virtuale, i futuri piloti dei rover lunari possono fare pratica in ambienti simulati estremamente realistici, e i primi test dicono che la via è quella giusta. Gli operatori che si sono addestrati con questo sistema virtuale hanno completato i compiti assegnati con una velocità superiore del 28% rispetto agli altri, dichiarando inoltre livelli di stress decisamente inferiori.
La sperimentazione è stata condotta negli Stati Uniti dai ricercatori della University of Colorado Boulder grazie ad Armstrong, un piccolo robot a tre ruote dotato di un braccio meccanico e di una pinza per raccogliere e spostare oggetti. Al momento Armstrong si muove all'interno di un laboratorio, ma il suo gemello digitale, ovvero una replica virtuale millimetrica che ne specchia il comportamento in tempo reale, vive dentro un software di simulazione.
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