La revisione auto potrebbe cambiare, l'UE ipotizza test più numerosi e severi

09 Maggio 2026 - 12:17
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La revisione auto potrebbe cambiare, l'UE ipotizza test più numerosi e severi
La commissione Trasporti del Parlamento UE ha approvato ad ampia maggioranza una bozza di posizione che prevede di cambiare radicalmente la <strong>revisione auto periodica</strong>. Tra le novità più significative votate dai deputati europei c'è l’<strong>ampliamento dei dispositivi </strong>sottoposti ai test, che includeranno ora anche i <strong>sistemi ADAS</strong>, gli <strong>airbag</strong> e la <strong>frenata automatica d’emergenza</strong>, elementi finora esclusi dalle ispezioni periodiche standard.<h2>Controlli più rigorosi</h2>Il controllo diventerà più rigoroso anche per le forme di mobilità finora non sfiorate: sono stati infatti approvati elementi di prova specifici per i <strong>veicoli elettrici e ibridi</strong>, un passaggio tecnico che rischia di rendere la revisione obbligatoria più complessa rispetto al passato. Un altro punto focale riguarda la sicurezza e la conformità: l’auto non supererà l’ispezione se non risulterà aver risposto in modo positivo a eventuali <strong>richiami obbligatori</strong> effettuati dalle case madri. Per quanto riguarda l'impatto ambientale, la Commissione UE sostiene l’introduzione delle misurazioni di <strong>particolato </strong>e <strong>ossidi di azoto</strong>, sebbene questa resti una scelta su base volontaria lasciata alla discrezione dei singoli Paesi membri.<h2>Cambio della frequenza? Per ora no</h2>Una delle decisioni più discusse e attese riguardava la frequenza dei controlli per il <a href="https://www.hdmotori.it/auto-articoli-n611010-parco-auto-italia-eta-invecchia-cause-soluzioni/">parco auto</a> più vetusto. La Commissione ha ufficialmente <strong>bocciato </strong>la proposta di<strong> ridurre</strong> da due a<strong> un anno </strong>l’<strong>intervallo di revisione</strong> per le auto e i furgoni con più di dieci anni di anzianità. Gli eurodeputati hanno ritenuto tale misura sproporzionata e priva di prove sufficienti a dimostrare una reale efficacia nella riduzione degli incidenti stradali, mantenendo così la cadenza biennale. Resta comunque ferma la facoltà dei singoli Stati di imporre controlli più frequenti a livello nazionale se ritenuto opportuno.Un’importante innovazione volta a favorire la libera circolazione dei cittadini riguarda la possibilità di effettuare la revisione in un<strong> Paese UE diverso </strong>da quello di immatricolazione. In questo scenario, l’officina estera rilascerà un <strong>certificato temporaneo </strong>di <strong>idoneità</strong> alla circolazione valido per sei mesi; la revisione seguente dovrà comunque essere effettuata obbligatoriamente nel Paese in cui il veicolo è stato immatricolato.<h2>Tutela dell'usato</h2>Sul fronte della tutela del mercato dell'<a href="https://www.hdmotori.it/suv-classifica-usato-online-vendite/">usato</a>, la nuova normativa mira a <strong>fermare </strong>la <strong>manomissione dei contachilometri</strong>. La proposta prevede l’obbligo per le officine di riparazione di registrare le letture dei chilometri per ogni intervento superiore a un’ora di lavoro. I produttori dovranno poi inserire tali dati in un database nazionale, creando così una cronologia certificata del veicolo.Le proposte non si fermano alle sole autovetture: è prevista l'eliminazione della flessibilità sui controlli per le <strong>motociclette </strong>di<strong> grossa cilindrata</strong> (superiori a 125 cc), rendendo le ispezioni periodiche obbligatorie. Parallelamente, si punta a intensificare i controlli tecnici su strada per autobus e camion, con l'obiettivo di raggiungere il 5% dei mezzi per ogni Paese, estendendo tali verifiche anche ai furgoni.È fondamentale sottolineare che queste novità <strong>non entreranno subito </strong>in<strong> vigore</strong>. Sebbene la commissione abbia dato il via ai negoziati con il Consiglio UE, l'iter legislativo prevede un passaggio fondamentale: il voto del Parlamento Europeo in sessione plenaria, attualmente in programma per la <strong>fine di maggio</strong>. Solo dopo questo passaggio si potrà definire con precisione la data di attuazione delle nuove regole nel territorio dell'Unione.

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