L’Audi più estrema di sempre sfida Goodwood: la Nuvolari sulla collina delle leggende
C’è un momento, ogni estate, in cui il mondo dei motori smette di dividersi tra F1, endurance, rally, elettrico e supercar e si ritrova tutto nello stesso luogo. Succede a Goodwood, nel West Sussex inglese, dove per quattro giorni il motorsport abbandona i box e torna a essere uno spettacolo per appassionati.
Il cuore del festival è sempre lo stesso dal 1993, una stretta striscia d’asfalto lunga appena 1,86 chilometri che attraversa il parco della Goodwood House, la residenza del Duca di Richmond. Una salita breve, tecnica, veloce, fiancheggiata da balle di paglia, alberi e migliaia di spettatori a pochi metri dalle vetture. Non è una gara nel senso tradizionale del termine, non assegna punti mondiali e non consegna trofei prestigiosi. Per i costruttori, affrontare la cronoscalata di Goodwood equivale a una dichiarazione d’intenti e molti prototipi non possono mancare. Quest’anno Audi ha un nome pesante da portare e ancora più pesante da onorare: Nuvolari.
Un nome che obbliga a essere straordinari
Chiamare una vettura Nuvolari significa evocare immediatamente Tazio Nuvolari, il “Mantovano Volante“, probabilmente il pilota più amato e rispettato della prima metà del Novecento. Un nome che nella storia delle corse rappresenta coraggio, tecnica e capacità di andare oltre i limiti della macchina. Audi lo sa bene e per questo motivo ha deciso di utilizzarlo soltanto per quella che definisce senza esitazioni la vettura di serie più veloce e potente mai costruita nei 117 anni di storia del marchio. La Nuvolari segna inoltre il ritorno della Casa di Ingolstadt nel segmento delle supercar dopo la fine della produzione della R8 e inaugura la nuova filosofia stilistica del marchio dei quattro anelli.
Un’anima da F1
I numeri aiutano meglio a capire il progetto. La Nuvolari sviluppa complessivamente 1.001 cavalli grazie a un sistema ibrido ad alte prestazioni composto da un V8 biturbo da quattro litri e tre motori elettrici a flusso assiale. La velocità massima supera i 350 km/h mentre lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 2,6 secondi. Per raggiungere i 200 km/h bastano invece 6,8 secondi. Numeri da hypercar assoluta. Ma la vera rivoluzione, secondo Audi, non è la potenza, è il modo in cui questa potenza viene utilizzata. La Nuvolari introduce infatti sistemi derivati direttamente dal motorsport come l’aerodinamica attiva, la gestione energetica ispirata alla F1 e il nuovo sistema “quattro predictive ride“, capace di distribuire la coppia in tempo reale anticipando le condizioni di guida e le richieste del pilota. Il risultato è una vettura che promette di comportarsi più come un prototipo da corsa che come una tradizionale granturismo stradale.
Perché Goodwood è il banco prova perfetto
Audi ha scelto il luogo più simbolico possibile per mostrare il carattere della Nuvolari. La salita di Goodwood è una sorta di Nurburgring in miniatura. Ci sono accelerazioni violente, cambi di direzione improvvisi, frenate in appoggio e tratti in cui la vettura deve scaricare tutta la propria potenza nel giro di pochi secondi. In meno di 2 chilometri si concentrano quasi tutte le difficoltà che un ingegnere di dinamica del veicolo può immaginare. Non esiste un posto migliore per verificare se telaio, aerodinamica, trazione integrale e sistema ibrido parlano davvero la stessa lingua. Per Audi sarà il primo vero bagno di folla dinamico per un prototipo ormai vicinissimo alla produzione definitiva.
Al volante c’è Mister Le Mans
A guidarla non poteva essere un pilota qualsiasi. Audi ha affidato la Nuvolari al danese Tom Kristensen, l’uomo che più di ogni altro rappresenta il dominio della Casa tedesca nell’endurance moderna. Nove vittorie alla 24 Ore di Le Mans non si spiegano soltanto con la velocità. Servono sensibilità tecnica, capacità di interpretare il comportamento della macchina e una straordinaria comprensione del funzionamento dei sistemi. È proprio questo l’aspetto che più ha colpito Kristensen: “Ciò che impressiona della Nuvolari è il modo in cui tutti i sistemi lavorano insieme: dalla nuova trazione integrale quattro alla dinamica del veicolo, fino all’aerodinamica e all’impianto frenante“. Una frase che racconta molto della filosofia della vettura. La Nuvolari non vuole essere soltanto veloce, vuole essere armonica.
Audi celebra anche il passato
Ma Goodwood non sarà soltanto il palcoscenico del futuro Audi, sarà anche una celebrazione del suo passato. Accanto alla Nuvolari saranno presenti alcune delle vetture più iconiche della storia sportiva dei quattro anelli: le protagoniste di Le Mans, le leggendarie auto da rally e soprattutto le Auto Union Type C e Type D, autentici monumenti delle corse degli anni Trenta. A rubare la scena sarà però soprattutto un’altra macchina, l’Auto Union Lucca e rappresenta uno dei progetti più affascinanti mai realizzati da Audi Tradition. La cosiddetta “Rennlimousine” apparteneva infatti alla famiglia delle Frecce d’Argento e nel 1935 stabilì il record mondiale sul miglio lanciato toccando una velocità media di 320,267 chilometri orari. Audi l’ha ricostruita fedelmente utilizzando fotografie storiche e documentazione tecnica originale e la vettura farà proprio a Goodwood la sua prima apparizione pubblica in movimento dopo oltre novant’anni di storia. Una scelta non casuale, Goodwood vive esattamente di questo: il dialogo continuo tra passato e futuro.
Il festival dove convivono tutte le epoche del motorsport
Nel corso degli anni sulla collina del Sussex hanno sfilato monoposto di F1, prototipi di Le Mans, vetture del Mondiale Rally e hypercar elettriche da oltre mille cavalli. Nel 2026 il festival continua a essere uno dei pochi luoghi al mondo dove una vettura degli anni Trenta può condividere il paddock con i prototipi Formula E di nuova generazione e con le ultime creazioni dell’industria automobilistica mondiale. È questo il motivo per cui le case automobilistiche continuano a considerarlo un appuntamento irrinunciabile. A Goodwood non si vendono automobili, si costruiscono immaginari.
La salita che vale un manifesto
Per Audi, dunque, la cronoscalata di Goodwood vale molto più di una semplice esibizione. È il manifesto della nuova identità del marchio. Una casa che ha debuttato in F1 nel 2026 e che contemporaneamente vuole riaffermare il proprio ruolo nel mondo delle alte prestazioni stradali. La Nuvolari rappresenta il punto di incontro tra queste due anime. Da una parte il motorsport, dall’altra la produzione di serie. In mezzo ci sono 1000 cavalli, 3 motori elettrici, un V8 biturbo e un nome che pesa quanto un’eredità. Se esiste un luogo dove una vettura del genere deve dimostrare di meritarselo, quel luogo è la collina di Goodwood. Novanta secondi di salita possono sembrare pochi. Nel mondo dei motori, a volte, bastano per entrare nella storia.
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