Lavorare a Palazzo Chigi? Il concorso è aperto: si cercano 130 specialisti digitali, quando scade e cosa c’è da sapere

Lavorare con Meloni? Il concorso è aperto, ma bisogna correre. Palazzo Chigi ha avviato la selezione per assumere 130 specialisti digitali a tempo indeterminato, destinati a rafforzare il Dipartimento per la trasformazione digitale. Il bando è stato pubblicato su InPA il 12 giugno e la scadenza arriva in fretta: domande entro le 23.50 del 27 giugno 2026. Chi vuole provarci ha pochi giorni per entrare nella macchina che gestisce una delle partite più delicate del Pnrr, quella dell’innovazione della Pubblica amministrazione.
Come presentare la domanda
Il concorso fa gola. L’accesso al portale www.inpa.gov.it avviene con Spid, Cie, Cns o eIDAS, mentre per completare la candidatura serve una Pec personale, o un domicilio digitale equivalente. C’è anche un contributo di iscrizione di appena 10 euro, da versare tramite pagoPA direttamente sulla piattaforma. Il curriculum non va allegato in pdf, ma compilato dentro il modulo online. Un dettaglio pratico, ma decisivo, perché la domanda si gioca tutta sulla correttezza dei dati inseriti.
Anche dopo l’invio, il candidato dovrà restare agganciato al portale. Calendari, convocazioni e comunicazioni ufficiali saranno pubblicati su InPA almeno quindici giorni prima di ciascuna prova. Nessuna alternativa, nessun canale parallelo: chi non controlla l’area riservata rischia di perdere il turno.
Due profili, una scelta sola
Il bando divide i 130 posti in due profili. Il primo, codice DTD1, riguarda 80 posizioni da specialista di settore scientifico tecnologico. È il canale più tecnico: sistemi informativi, architetture Ict, sviluppo software, intelligenza artificiale, data management. In sostanza, la parte più ingegneristica della macchina digitale pubblica.
Il secondo profilo, codice DTD2, riguarda invece 50 specialisti di comunicazione e sistemi di gestione e informatici. Qui il perimetro si allarga: comunicazione pubblica, digital marketing, social media, gestione dei flussi informativi e strumenti digitali applicati all’amministrazione. Ogni candidato può partecipare a un solo profilo, quindi la scelta va fatta subito e senza tentativi multipli.
C’è poi la questione della sede. Non tutti i vincitori finiranno necessariamente a Roma. Per il profilo DTD1, 58 posizioni su 80 potrebbero essere assegnate ad altre amministrazioni sul territorio. Per il DTD2 la quota è di 36 su 50. La destinazione definitiva sarà comunicata solo dopo l’approvazione della graduatoria.
Titoli, scritto e orale
La selezione vale al massimo 180 punti. Si parte dalla valutazione dei titoli, fino a 60 punti: voto di laurea, master, dottorati, abilitazioni ed eventuali esperienze già svolte a Palazzo Chigi su progetti Pnrr. Se le domande supereranno di cinque volte i posti disponibili per ciascun profilo, questa prima fase servirà anche da filtro per accedere allo scritto, nel rapporto di tre candidati per ogni posto, ex aequo compresi.
La prova scritta vale altri 60 punti e si svolgerà al computer. I candidati avranno 80 minuti per rispondere a 60 quesiti a risposta multipla: 40 sulle materie del profilo scelto, 12 di tipo situazionale e 8 di inglese di livello B1. Per andare avanti serviranno almeno 42 punti su 60. Chi supera lo scritto accederà all’orale, anch’esso fino a 60 punti, con verifica interdisciplinare, competenze digitali, soft skills e conversazione in inglese.
Chi può partecipare
Oltre ai requisiti ordinari dei concorsi pubblici, cittadinanza italiana o europea, maggiore età, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica e assenza di condanne incompatibili, il vero discrimine è il titolo di studio. Per il DTD1 sono richieste lauree nelle aree Stem, dall’informatica all’ingegneria, dalla matematica alla data science. Per il DTD2 l’elenco è più ampio e comprende, tra gli altri, giurisprudenza, scienze della comunicazione, economia, architettura, psicologia, sociologia, design e studi europei.
Il titolo deve essere già conseguito al momento della domanda. Sono previste anche riserve: una quota per candidati con disabilità, il 30% per volontari delle Forze armate congedati senza demerito, il 15% per chi ha concluso il servizio civile e fino al 40% per chi ha già lavorato a Palazzo Chigi sul Pnrr per almeno 36 mesi.
Il contratto
I vincitori saranno assunti a tempo indeterminato nella categoria A, posizione economica F1, del comparto autonomo della Presidenza del Consiglio. È il livello d’ingresso più alto per il personale non dirigenziale, corrispondente al ruolo di funzionario specialista. La retribuzione lorda annua, secondo le stime disponibili per questa fascia, si colloca indicativamente tra i 30mila e i 35mila euro, a cui si aggiungono produttività e indennità definite dalla contrattazione integrativa.
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