Le auto di Bud Spencer, i motori che hanno segnato la vita del gigante buono
Sul grande schermo Bud Spencer ha sempre protetto i più deboli con la semplicità di un cazzotto ben assestato. Eppure, dietro il “gigante buono”, si celava un uomo dai mille interessi, compresi i motori, che lo hanno incuriosito per tutta la vita. Non solo aerei e cieli infiniti, ma un legame profondo e terreno con le automobili, nato da bambino osservando la Lancia del padre e maturato tra le strade della Dolce Vita.
Una vita in viaggio
La vita di Carlo Pedersoli è stata un percorso su quattro ruote. Fin da ragazzo fu assorbito dal loro fascino, come venditore di auto e anche nel mondo delle corse, durante la parentesi in Sudamerica, dove pilotò un’Alfa Romeo Giulietta lungo le vie di Caracas. Nel suo garage ideale, Bud ha ospitato il meglio su piazza: dalle Cadillac alle Ferrari, passando per Rolls-Royce e Bentley, fino a innamorarsi delle Mercedes, da lui considerate il vertice del comfort.
Della lunga lista una vettura lo stregò completamente: la Mercedes Benz S420 del 1997. Spinta da un 4.2 litri a benzina da 279 CV, la possente creatura tedesca fu la compagna fidata di Bud per 18 anni prima dell’addio nel 2015. A 85 anni il mito del cinema decise di separarsene, ma in ricordo dei tanti momenti vissuti insieme appose un autografo sul cofano, il sigillo di un’amicizia lunga quasi due decenni. Preservata dai collezionisti, la S420 ha davanti a sé un futuro da icona itinerante, pronta a farsi ammirare dai fan ai festival, per poi trovare rifugio presso il concessionario di Lommatzsch, in omaggio alla memoria di un uomo che ha amato le macchine quanto la libertà.
A proposito di auto memorabili legate al suo nome, non possiamo non tornare a Napoli, tra i vicoli e l’umanità verace di Piedone lo sbirro. In quel cult del 1973, il commissario Rizzo — l’indimenticabile Piedone — sfrecciava a bordo di una Fiat 130, l’ammiraglia italiana entrata nel cuore di Bud anche fuori dal set. Ne possedette ben quattro: due berline e due coupé.
Solida, elegante e potente, la 130 si addiceva alla personalità del poliziotto portato in scena, uno abituato a risolvere le controversie con le “maniere forti” invece della burocrazia. Se capita di imbattersi in un esemplare a Roma o Napoli è inevitabile un tuffo al cuore, evocando immediatamente la stazza rassicurante di Bud al volante. Il fortunato sodalizio tra il commissario Rizzo e la macchina è rimasto scolpito nella memoria dei sostenitori di un’eroe così vitale, sempre dalla parte della giustizia, con la stessa genuinità mostrata da Carlo a telecamere spente.
Piedone lo sbirro: omaggio al gigante buono
A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Pedersoli, il legame tra l’attore e il pubblico italiano resta fortissimo, tanto che in molti, ancora oggi, si sentono un po’ orfani di quell’eroe diventato parte della nostra stessa storia personale. Per celebrarne l’eredità, Rai 3 dedica a Bud una minirassegna intitolata Il gigante buono, al via proprio sabato 13 giugno alle 21.20, con la messa in onda di Piedone lo sbirro. Sarà un po’ come ritrovare un vecchio amico: un invito speciale a lasciarsi trascinare ancora una volta dal carisma di un gigante buono.
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