Le console potrebbero arrivare a 1.000$: l'IA sta prosciugando i chip e il gaming ne paga il prezzo

Quanto può costare una console prima che i giocatori smettano di comprarla? È la domanda che si sta ponendo l'intera industria, e Peter Moore, ex executive di Sega e Xbox, l'ha messa nero su bianco in un'intervista a Kotaku. La risposta, almeno per ora, non è confortante per nessuno: né per Sony, né per Microsoft, né per Nintendo.
Il modello classico del settore, quello in cui si vende l'hardware in perdita per recuperare sui giochi, sta mostrando crepe sempre più profonde. E la causa principale non è una crisi passeggera: è strutturale.
Il problema, come spiega Moore, è che i costi di produzione non scendono più con il tempo come succedeva in passato. Prima era normale che, dopo qualche anno, i componenti diventassero più economici e le perdite sull'hardware si assottigliassero fino a trasformarsi in profitto. Oggi non funziona più così: i prezzi restano alti, o addirittura salgono, anche su componenti ormai maturi.
La ragione principale è la concorrenza dell'intelligenza artificiale sui chip. Come ha dichiarato Moore: "I produttori di chip stanno alimentando la domanda nel settore dell'intelligenza artificiale. E guardando i consumatori, probabilmente pensano: Non riusciamo a ricavare profitti sufficienti da voi". In sostanza, i produttori di semiconduttori hanno trovato clienti molto più redditizi dei costruttori di console, e questo cambia tutto. Non a caso, la crisi delle memorie sta già colpendo duramente il mercato degli smartphone, con effetti che si propagano a tutta l'elettronica di consumo.
Il risultato è che le prossime console potrebbero avvicinarsi pericolosamente alla soglia dei 1.000 dollari, una cifra che Moore stesso definisce potenzialmente insostenibile per il mercato consumer.
Moore è tornato anche sulla famosa teoria dell'"ultima generazione di console", quella che circola da anni nel settore. Stavolta, però, il tono è diverso: "Penso che questa sia una vera e propria prova per la validità delle console per videogiochi standard a lungo termine".
Lo scenario alternativo che descrive è già realtà per molti: il gaming in streaming su TV 4K con un controller, oppure il PC come console. "I giocatori troveranno sempre il modo di giocare", conclude Moore, e questa frase suona più come un avvertimento per l'industria che come una rassicurazione. Del resto, anche PS6 potrebbe superare i 1.000 euro, e i numeri che circolano non lasciano tranquilli.
La verità è che il problema non riguarda solo le console: riguarda l'intero ecosistema del gaming fisico, in un momento in cui l'hardware costa sempre di più e la pazienza dei consumatori ha un limite preciso. Lo dimostra bene l'annuncio di Sony riguardante la cessazione delle copie fisiche per i giochi: da quando ne è stato dato l'annuncio, i canali social di PlayStation sono costantemente presi d'assalto da giocatori che non ci stanno.
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