Le merci viaggiano sempre meno sui fiumi europei: nel 2025 trasporto fluviale in calo del 3 per cento
Bruxelles – Fiumi e canali europei trasportano sempre meno merci. Nel 2025 il traffico sulle vie navigabili interne dell’Ue è diminuito, segnando un calo del 3 per cento rispetto al 2024 e restando ben lontano dai livelli registrati un decennio fa. Secondo i dati di Eurostat pubblicati oggi (29 luglio) il traffico merci del 2025 ha raggiunto i 118 miliardi di tonnellate-chilometro (tkm), in calo rispetto ai 121,6 miliardi del 2024. Dopo un periodo di stabilità tra il 2015 e il 2017, il settore non è più riuscito a recuperare i livelli precedenti: il minimo è stato toccato nel 2023 con 116,4 miliardi di tkm, seguito solo da una lieve ripresa l’anno successivo.
Germania e Paesi Bassi si confermano il cuore del trasporto fluviale europeo, con rispettivamente 42,7 e 42,2 miliardi di tonnellate-chilometro. Insieme rappresentano quasi il 72 per cento dell’intero traffico sulle vie navigabili interne dell’UE.
Nel complesso, rileva l’Istituto di statistica dell’Unione europea, oltre la metà del trasporto (54,7 per cento) è costituita da traffici internazionali, mentre quello nazionale pesa per il 24,9 per cento e il transito per il 20,4 per cento. L’Austria registra la quota più elevata di traffico internazionale (74 per cento), mentre Repubblica Ceca e Polonia sono trainate quasi esclusivamente dai trasporti nazionali.
Tra le merci, i minerali metallici restano la categoria principale (22,2 per cento del totale), seguiti da coke – combustibile solido e un residuo ricco di carbonio – e prodotti petroliferi raffinati (16,2 per cento) e prodotti chimici (14,3 per cento). Rispetto al 2024, il calo più marcato riguarda i prodotti agricoli (-19,7 per cento), mentre carbone e petrolio greggio registrano l’aumento più consistente (+21,3 per cento).
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