Legge elettorale, alla Camera il voto sull’articolo 3: via libera alla fiducia – La diretta
Sono in corso, nell’aula della Camera, le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo sull’art.3 della legge elettorale. Poi il voto con l’ok alla fiducia di Montecitorio.
Punti chiave
- In corso esame odg, parere favorevole con riformulazione su firme
- Grippo (Az): "Su voto fuorisede occasione mancata"
- Russo (FI): "Stop polarizzazione, politica torni a cucire ferite"
- Ferrari (Pd): "FdI manipola collegio Bolzano e l’Svp si nasconde"
- Camera approva articolo 8, domani voto definitivo su testo
- Auriemma (M5S): "Scommessa cinica contro la Costituzione"
- Via libera della Camera alla fiducia sull'articolo 3
- Al via alla Camera chiama su fiducia su art.3
- Benzoni (Azione): "Maggioranza impone voti fiducia per paura di perdere"
- Ascani (Pd): "Scempio politico e istituzionale nato da paura destra"
È in corso, nell’aula della Camera, l’esame degli ordini del giorno presentati alla legge elettorale. La ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellatiha dato parere contrario alla gran parte delle proposte presentate. Parere favorevole, con riformulazione, al’odg presentato da Riccardo Magi sulle firme digitali, sia pur con riformulazione. Quest’ultima prevede che il Governo si impegni “a valutare l’opportunità di verificare se, ai fini delle sottoscrizioni per la presentazione delle delle candidature, vi siano le condizioni di fattibilità tecniche e organizzative per estendere le digitali già previste con riferimento alla raccolta delle sottoscrizioni richieste dagli articoli 75 e 138 della Costituzione, tenendo in adeguata considerazione le esigenze della sicurezza cibernetica e le differenze tra le finalità connesse alle due tipologie di consultazioni popolari”. Magi aveva invece chiesto un impegno del Governo “ad adottare, con il primo provvedimento utile, le iniziative normative e i conseguenti provvedimenti attuativi necessari ad adeguare ed estendere la piattaforma pubblica per la raccolta digitale_ delle sottoscrizioni, ovvero a predisporre altra modalità idonea a consentire la raccolta delle sottoscrizioni con modalità elettronica, assicurando equivalenti garanzie, affinché tali modalità possano essere utilizzate anche per la raccolta delle sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”.
“Azione esprime una valutazione favorevole all’emendamento correttivo all’articolo 8, ma si astiene sulla votazione perché ritiene che tutto il percorso sul voto per i fuorisede avrebbe avuto una strada maestra che però il Senato non ha voluto seguire: era la legge delega con quattro testi comuni, tra cui quello di Azione, che avrebbero semplificato e consentito di votare a più di 5 milioni di persone, il 10% degli elettori nel luogo in cui stabiliscono il proprio domicilio”. Così Valentina Grippo, deputata di Azione, intervenuta in aula alla Camera sull’articolo 8 della Legge elettorale.“Con la possibilità di fare votare i caregiver si fa un piccolo passo in avanti, ma ciò avviene con farraginosità burocratica: le procedure che portano a iscriversi alle liste elettorali dovrebbero essere semplificate per evitare ulteriori disaffezioni al voto. È un’occasione mancata: non voteremo contro questo emendamento perché rappresenta un passo avanti benché incompleto, ma non possiamo votare a favore dell’articolo perché, così come è formulato, non risolve le problematiche e si inserisce in una legge elettorale fortemente antidemocratica e fragile in tutto il suo impianto”, ha concluso Grippo.
“Questa legge affronta uno dei mali della politica contemporanea: la polarizzazione tra estrema destra ed estrema sinistra, una dinamica in cui sembra prevalere chi grida di più e che finisce per lasciare una società divisa, frammentata e rissosa. Dagli eccessi woke a Cesare Lombroso, fino a toni che rasentano la violenza politica e che sono arrivati all’inaccettabile uso del termine ‘invertito’ per definire un omosessuale: dobbiamo fermare questa deriva”. Lo afferma Paolo Emilio Russo, deputato di Forza Italia, intervenendo in Aula in dichiarazione di voto sulla fiducia all’art. 3 della legge Elettorale.“Abbiamo scelto un impianto proporzionale che consente a ciascun elettore di affermare le proprie idee senza alimentare un bipartitismo forzato”, prosegue Russo. “Candidato premier, programmi e alleanze sono chiari sin dall’inizio, ma resta uno spazio politico per i moderati e per chi rifiuta la politica delle contrapposizioni esasperate. È esattamente lo spazio che Forza Italia intende occupare”, sottolinea il deputato. “Quello di un riformismo che non ha bisogno di gridare, della sicurezza costruita anche con prevenzione ed educazione, dello sviluppo che nasce dall’ascolto delle categorie. C’è chi pensa che fare politica significhi indicare ogni giorno un nemico ed eccitare i rancori. Noi crediamo che la buona politica debba cucire le ferite del Paese, non riaprirle. La reintroduzione delle preferenze rafforza inoltre il rapporto tra territori e Parlamento, mentre il voto per i fuorisede risponde a una battaglia attesa da molti anni e riconosce adeguatamente anche la condizione dei caregiver”, aggiunge Russo.“Nessuna legge Elettorale è perfetta, ma questa riforma può restituire forza e autorevolezza al Parlamento e contribuire a una maggiore stabilità”, conclude, “Forza Italia è orgogliosa del contributo dato e continuerà a sostenere con convinzione il governo guidato da Giorgia Meloni, votando la fiducia”.
“L’assenza della SVP dalla dichiarazione di voto sull’articolo della legge elettorale, che ridisegna l’ambito geografico del collegio Bolzano e Bassa Atesina secondo le esigenze individuali del partito dei Fratelli d’Italia, non può non sorprendere”. Lo dichiara la deputata trentina del PD Sara Ferrari. “Mentre l’aula discute di una legge elettorale imposta al Parlamento senza confronto politico e con una alterazione del territorio altoatesino al solo scopo di favorire il proprio schieramento, che assomiglia tanto all’operazione trumpiana negli USA, il partito che da 80 anni governa l’autonomia più autonoma del mondo lascia che il governo Meloni ponga la fiducia su questo passaggio e rinuncia al proprio intervento. Alexander Langer auspicava il superamento delle “gabbie etniche” con candidati capaci di ricevere voti e rappresentare tutti e tutte gli abitanti della Provincia di Bolzano, come è stato in grado di fare il senatore del PD, sostenuto da tutto il centrosinistra, Luigi Spagnolli. Questa modifica dei confini e le motivazioni che la sostengono, fanno tornare indietro di 50 anni la convivenza tra i gruppi etnici presenti in Alto Adige. Nonostante l’evidente disprezzo delle regole della democrazia da parte di questa destra retrograda, noi ci presenteremo al giudizio della popolazione tutta, non solo di una parte, perché i bisogni delle persone sono gli stessi, qualsiasi lingua madre parlino”, aggiunge.
Con 214 voti favorevoli, 126 astenuti e nessun contrario l’aula della Camera ha approvato l’articolo 8 della riforma della legge elettorale, che introduce il voto fuorisede per i caregiver familiari. L’esame del testo riprenderà nel pomeriggio con gli ordini del giorno mentre domani è atteso il voto definitivo e segreto.
Oggi il Governo chiede la fiducia sulle regole del gioco democratico, sulla legge che decide come i cittadini scelgono chi li rappresenta. È il gesto di chi ha paura. Paura del Parlamento ma anche della sua stessa maggioranza, perché serve a mettere in riga chi nel centrodestra a luglio ha già dimostrato di non credere a questa legge. Questa fiducia, colleghi della maggioranza, è rivolta a voi prima che a noi. È un guinzaglio. Chi vi guida non si fida del vostro voto libero”, ha detto la deputata Carmela Auriemma, vice presidente del gruppo M5S, nella dichiarazione di voto sulla fiducia sulla legge elettorale.. L’avete chiamata ‘Stabilicum’ ma qui di stabile c’è solo la vostra poltrona. Questa legge è una vera stortura democratica: settanta seggi in regalo alla Camera, trentacinque al Senato sono un premio abnorme che trasforma una minoranza del Paese in padrona del Parlamento. In un’Italia dove ormai vota un cittadino su due, state costruendo una maggioranza blindata sulle spalle di un quarto degli italiani. E con quella maggioranza si eleggono il Presidente della Repubblica, i giudici costituzionali, i componenti del CSM. E i capilista bloccati? Avevate promesso ai cittadini che avrebbero scelto. Invece i nomi che contano li scriveranno ancora una volta le segreterie di partito, non gli elettori nelle urne. Questa legge elettorale è una scommessa cinica contro la Costituzione. E mentre voi passate mesi di vertici notturni a contarvi i seggi, fuori da questo palazzo c’è il Paese reale. Quello che avete dimenticato. Avevate promesso di tagliare le accise: sono ancora lì. Avevate promesso di abbattere le liste d’attesa: gli italiani aspettano mesi per una visita e chi non può pagare rinuncia a curarsi. Avevate promesso di difendere i salari: sono tra i più bassi d’Europa e avete detto no al salario minimo. Avevate promesso sicurezza sul lavoro: si continua a morire, 342 morti dall’inizio dell’anno. Avevate promesso crescita: la produzione industriale arretra, le bollette schiacciano famiglie e imprese, i giovani fanno le valigie. Avevate promesso il blocco navale: avete speso centinaia di milioni per centri vuoti in Albania. Questo è il bilancio di quattro anni. E siccome sui risultati non potete chiedere il voto degli italiani, provate a cambiare il modo in cui gli italiani votano. Ma c’è una cosa che nessuna legge elettorale può darvi: il consenso che avete perso. Potete porre la fiducia in quest’Aula. Non potete imporla al Paese. Quella, la fiducia degli italiani, l’avete tradita. E nessun premio di maggioranza ve la restituirà”, ha concluso Auriemma.
L’aula della Camera ha approvato con 228 voti favorevoli, 144 contrari e tre astenuti la questione di fiducia posta dal Governo sull’art.3 della legge elettorale. Dopo una breve sospensioni dei lavori, ci saranno le dichiarazioni di voto sull’art.8 e poi verranno votati gli ordini del giorno.
È in corso, nell’aula della Camera, la prima chiama del voto sulla questione di fiducia post dal Governo sull’art.3 della legge elettorale. Presenti in aula, tra gli altri, il vicepremier Antonio Tajani, la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, quella per la Natalità Eugenia Roccella e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto.
“Le regole del gioco dovrebbero essere condivise da maggioranza e opposizione. Ma i tre voti di fiducia che state imponendo al Parlamento dimostrano quanto la maggioranza abbia paura di perdere le prossime elezioni. Imponete alla approvazione delle Camere una legge elettorale che è cambiata nel corso dell’iter di approvazione in base all’ultimo sondaggio: dalle liste bloccate siete passati alle preferenze con capilista bloccati, poi il premio di maggioranza che cambiava tutte le settimane in base all’ultimo sondaggio di Swg”. Lo ha detto Fabrizio Benzoni, vice capogruppo di Azione alla Camera nel corso della dichiarazione di voto sulla fiducia all’art. 3 della legge elettorale.“La discussione sulle regole del gioco – ha proseguito Benzoni – avrebbe potuto riavvicinare gli elettori agli eletti e ridurre l’astensionismo; invece avete voluto rispondere solo a una domanda: come possiamo vincere le prossime elezioni? Il tema delle preferenze è un fake e lo sapete. Vendete agli elettori la scelta degli eletti anche se non è vero perché decideranno i segretari di partito chiusi in una stanza. È una legge che allontana gli elettori da coloro che vengono eletti e non valorizza il lavoro fatto sul territorio. Sulla rappresentanza femminile è già intervenuta ieri la collega Elena Bonetti. La attuale legge elettorale ha segnato il record di donne elette, la vostra legge ridurrà la presenza femminile portando l’Italia indietro di decenni. L’indicazione del premier prende il posto del premierato che doveva essere la madre di tutte le riforme ed è finito sul binario morto. Per tutti questi motivi non possiamo darvi la nostra fiducia” conclude Benzoni.
– “Paura, menzogna, disprezzo e fallimento: sono i caratteri di questa legge elettorale, voluta last minute, nell’ultimo anno di legislatura, gestita sia alla Camera che al Senato col chiaro mandato di non aprire nessun dialogo con le opposizioni. Una proposta di legge che, oltre a mettere sotto i riflettori l’insicurezza della destra, illumina spietatamente l’idea che ha dei rapporti democratici e del Parlamento. Paura: per evitare il rischio di essere bocciati dagli elettori, vi siete cuciti addosso un abito su misura da fare invidia ai migliori sarti della Penisola. Menzogna: l’esempio più lampante dell’imbroglio ai danni dell’elettore è quello delle preferenze, per come è congegnato il meccanismo, i nominati saranno non meno dell’80%. Disprezzo soprattutto della Costituzione. Mi sento particolarmente ferita per come è stato tradito l’articolo 51, nato per favorire la parità di genere: avete cancellato ogni garanzia di bilanciamento tra donne e uomini nei capilista, gli unici sicuramente eletti. Ed è avvenuto con una maggioranza e un governo guidati da una donna, la prima donna presidente del Consiglio. Fallimento: famiglie, imprese, donne, giovani, pensionati, ceto medio e settori più fragili della nostra comunità stanno pagando il conto di quattro anni di nulla. E per scappare dal giudizio degli italiani provate a cavarvela con questo scempio politico e istituzionale a cui assegnate anche un’altra missione: consegnarvi le chiavi, attraverso quello spropositato premio di maggioranza, per occupare gli organi di garanzia ed eleggere da soli il Capo dello Stato, la vostra vera ossessione. È ora che vi facciate da parte consegnando ai cittadini la possibilità di liberarsi di questo mostro di immobilismo e propaganda”. Così Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem, intervenendo in Aula a Montecitorio.
Da quasi un anno il governo paralizza il Parlamento sulla legge elettorale perché Giorgia Meloni ha paura di perdere le elezioni. Negli ultimi trent’anni in Italia la legge elettorale è stata cambiata cinque volte, un’anomalia quasi unica in Europa. Poi ci si domanda perché i cittadini non vadano più a votare. La legge elettorale non è la priorità del Paese”. Lo ha detto Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, questa mattina ad Agorà su Rai3.”Le priorità sono il caro energia, l’inflazione, il carovita e gli stipendi tra i più bassi d’Europa. Il governo ha speso circa 3 miliardi di euro per ridurre le accise sui carburanti, un regalo ai petrolieri, mentre non ha avuto il coraggio di tassare gli enormi profitti delle compagnie energetiche: circa 80 miliardi di euro in quattro anni, soldi usciti dalle tasche degli italiani attraverso bollette sempre più care. Siamo dentro una profonda crisi economica e sociale. Basta andare in un mercato per capire cosa sta accadendo: i pomodorini arrivano a costare anche 8 euro al chilo. Crisi climatica, caro energia e inflazione stanno mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Ma invece di affrontare questi problemi, Meloni pensa alle regole del voto e a come restare al potere. È questa la distanza enorme tra le priorità del governo e quelle degli italiani”, ha concluso Bonelli.
Sono in corso, nell’aula della Camera, le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo sull’art.3 della legge elettorale. La chiama è prevista a partire dalle 10.50.
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