Legge elettorale, oggi il voto segreto alla Camera – La diretta

01 Ottobre 2026 - 13:45
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Legge elettorale, oggi il voto segreto alla Camera – La diretta

Oggi alla Camera il voto segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità sul ddl di riforma della legge elettorale. La speranza delle forze di minoranza è provocare un altro ‘incidente’ dopo quello del luglio scorso, quando il governo e la maggioranza andarono sotto sull’introduzione delle preferenze. Per questo il centrodestra serra i ranghi e si aspetta il gran pienone in aula per prevenire inciampi. Tutti i deputati sono stati precettati, è obbligatoria la presenza anche per i membri del governo, circolano rumors su controlli interni e incrociati per ‘stanare’ defezioni e ‘franchi tiratori‘.

Votazione legge elettorale alla Camera – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 01/10/26 12:00
Fine diretta: 02/10/26 00:00
Camera boccia pregiudiziali, avanti iter in aula
Magi (+Europa): "Con ossessione stabilità c.destra vuole governare risultato voto"
Roma, conferenza stampa dell'intergruppo parlamentare cannabis legale

 “Siamo di fronte a un atto di prepotenza del governo che, senza ragioni, sta impedendo l’apertura del gioco democratico. E mi pare che l’ossessione della governabilità porti il centrodestra a voler governare in anticipo anche il risultato finale delle elezioni”. Lo ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi, intervenendo nell’aula di Montecitorio illustrando le pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale. “Tra le norme più incostituzionali ed antidemocratiche di questa legge elettorale – ha sottolineato Magi – c’è quella dell’innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per presentarsi alle elezioni: eppure ogni norma dovrebbe essere motivata da una necessità soprattutto quando va ad incidere sulla possibilità di concorrere alle cariche elettive come la Costituzione all’articolo 51 prevede, cioè in condizioni di parità e non in condizioni di discriminazione e di barriere discriminatorie. Il portavoce dei relatori ci ha detto la motivazione è evitare la proliferazione incontrollata di liste. Eppure, andando a vedere la serie storica, nelle scorse elezioni c’è stato quasi il minimo storico: nel 2022 ce ne sono state solo 23. Non c’è nessuna proliferazione incontrollata di liste. E se poi andiamo anche a vedere quante sono state le liste ammesse, scopriamo che non sono state più di 13 nelle cinque tornate elettorali precedenti. Mi rivolgo anche direttamente alla ministra Casellati che – ha spiegato Magi – in una seduta parlamentare ha ammesso una cosa estremamente grave, cioè che oggi con la firma digitale non c’è un requisito di sicurezza. Eppure la Corte Costituzionale ha detto, nella sentenza 3 del 2025, che l’esigenza di assicurare pari condizioni tra i soggetti che aspirano alla competizione elettorale e l’esigenza di evitare abusi e contraffazioni nella raccolta delle sottoscrizioni necessarie all’ammissione delle liste vengono adeguatamente tutelate anche attraverso la firma elettronica qualificata. Un altro aspetto lesivo delle norme costituzionali è quello dell’indicazione del presidente del consiglio, che porta alla decadenza delle liste che non lo dichiarano al momento della presentazione: questa è oggettivamente una lesione dei poteri e delle prerogative del capo dello Stato perché non è una indicazione facoltativa ma – ha concluso – un obbligo giuridico”. 

Orlando (Pd): "Farsela su misura colpo forte a tenuta sistema istituzionale"
Rotondi (FdI): "Oggi primo voto su legge più democristiana di sempre"

“Oggi il Parlamento voterà per la prima volta sulla nuova legge elettorale, la più democristiana di sempre: proporzionale, preferenze e quel premio di maggioranza che De Gasperi propose e non passò. Sarà un’ottima apertura per il convegno di Saint Vincent’”. Così Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di Fratelli d’Italia, commenta il voto odierno sulla legge elettorale e l’inizio dei lavori domani del convegno Dc di Saint Vincent. 

M5s: "Obbrobrio che mortifica partecipazione e accentua disuguaglianze"

“Altro che stabilità: questa legge elettorale è un artificio legislativo pensato per conservare il potere, comprimere la rappresentanza e allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni. Volete un Parlamento di nominati, non di eletti, composto da persone fedeli alle segreterie anziché responsabili davanti agli italiani. Ma una legge elettorale costruita su misura non potrà nascondere i vostri fallimenti. Gli italiani hanno capito quello che avete fatto e, quando torneranno alle urne, avranno finalmente la possibilità di mandarvi a casa”. Così nella discussione generale sulla legge elettorale il deputato M5S Davide Aiello.”Ammesso che voterà la stessa percentuale di italiani del 2022 – ha osservato il deputato pentastellato Gianmauro Dell’Olio – quel 42% dei voti effettivi che farà scattare il premio di maggioranza corrisponderà a poco meno del 27% degli italiani con diritto di voto. Quindi, chi è stato votato da poco più di un quarto degli italiani riceverà oltre la metà dei seggi in Parlamento. Praticamente il doppio, una sproporzione enorme. Questa non è governabilità, è un’espropriazione del principio di rappresentanza. Anche sulle preferenze state facendo una truffa: il cittadino voterà un candidato e molto spesso non lo vedrà in Parlamento, perché l’unico eletto sicuro, scelto dal capo partito, sarà il capolista bloccato. Voi con questo obbrobrio di legge mortificate ulteriormente l’Italia e la voglia degli italiani di partecipare alla vita politica del Paese”.  “Questa legge elettorale – ha detto in aula la deputata M5S Enrica Alifano – impoverisce la democrazia fino a lasciar vedere una svolta autoritaria, e celebra le disuguaglianze. Prevede disuguaglianza tra i partiti al momento della presentazione delle liste, perchè sono previsti tre regimi per tre tipologie di partiti e in uno dei tre casi siamo di fronte, di fatto, ad una regola che sbarra le porte del Parlamento alle nuove forze politiche. Ma prevede disuguaglianza anche tra i candidati, visto che anche per loro ci sono tre regimi: nominati tra i partiti che la fanno da padroni, nominati nel listone di maggioranza e quelli che dovranno conquistarsi le preferenze con il sudore per poi probabilmente vedersi sottrarre il seggio dai nominati”. 

Fratoianni: "Incostituzionale, se cadono noi pronti al voto"
Elezioni: punto stampa di Fratoianni e Bonelli dopo l'incontro con Letta

“Quella che Meloni si appresta ad imporre al Parlamento è una legge che consideriamo incostituzionale, l’ennesima forzatura, il tentativo di introdurre surrettiziamente per via di legge ordinaria il premierato. È inaccettabile cambiare le regole a colpi di maggioranza a pochi mesi dalla elezione”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni, a margine di un evento presso la sala degli atti parlamentari del Senato in piazza della Minerva a Roma. “Rischio che la legge venga respinta col voto segreto? Noi siamo pronti al voto in qualsiasi momento”, risponde il segretario di Sinistra Italiana, che sottolinea come “prima lasciano Palazzo Chigi e meglio è, non per noi, ma per gli italiani che non ce la fanno più con gli stipendi fermi al palo, mentre l’inflazione anche in queste ore continua a crescere in modo vertiginoso. Occorre una svolta e occorre un’alternativa”. “Se cade la legge elettorale è una buona notizia perché si impedisce una legge elettorale incostituzionale e anche perché questo apre la strada alle elezioni”, conclude Fratoianni.

In corso le dichiarazioni di voto sulle pregiudiziali

Sono in corso nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulle pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale. Il voto, previsto attorno alle 13.30, sarà unico e segreto.

Foti: "Sorprese? Premier farà riflessioni opportune"
Camera dei deputati - Question time

“Io non penso che ci siano sorprese, perché ritengo che questa sia una legge che non dovrebbe essere condivisa solo dalla maggioranza, ma anche dall’opposizione. In ogni caso, se si dovesse verificare, ovviamente il Presidente del Consiglio farà le riflessioni opportune a riguardo”. Così il ministro della Coesione, Pnrr e politiche europee, Tommaso Foti, a Coffee Break, su La7, risponde sulla legge elettorale alla prova dell’aula, nel giorno in cui c’è il primo voto a scrutinio segreto alla Camera. “La legge elettorale non è fatta per far vincere le elezioni a questo governo o per voler barare, ma per dire no ai giochi di palazzo: chi prende un voto in più dell’altra coalizione ha il diritto-dovere di governare con una maggioranza adeguata, così come indicano gli elettori”, aggiunge. 

Lupi: "Garantisce stabilità e rappresentatività"
Crisi di governo, consultazioni al Quirinale

 “Approvare questa legge elettorale significa garantire stabilità e governabilità a chiunque vincerà le prossime elezioni. È un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, che l’opposizione dovrebbe capire e condividere. E con la reintroduzione delle preferenze, battaglia di Noi Moderati da sempre, viene garantita anche la rappresentatività: finalmente ai cittadini verrà restituito il potere di scegliere realmente i propri parlamentari”. Così il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. 

Ciriani: "Maggioranza dimostri che c'è e va avanti"
Camera dei deputati - Question time

“Sulla legge Elettorale “è il momento della massima responsabilità per tutta la maggioranza chiamata, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze, a dimostrare che c’è e va avanti”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, in una intervista al Corriere della Sera.Farete votare con un solo dito per controllare che non spingano il tasto sbagliato? “Ma no. Invitiamo tutti ad essere presenti, poi ogni parlamentare, eletto, farà i conti con la propria coscienza”, risponde Ciriani.”Giorgia Meloni ha sempre detto di voler reintrodurre le preferenze.Una battaglia giusta condotta nonostante le perplessità di altri e che ha vinto convincendo anche gli alleati. A quel punto la sinistra che alla Camera non solo non le aveva votate ma aveva esultato, come per una vittoria dell’Italia ai mondiali, quando erano state bocciate, si è lamentata che non erano vere preferenze. Il dato di fatto è uno: noi le abbiamo introdotte, altri che avrebbero potuto farlo quando erano al governo no. E questa è un’altra promessa realizzata”, aggiunge il ministro. 

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