Legge Foti, il ministro a Varese: “Su 4,2 miliardi di danni accertati, lo Stato ne ha recuperati 370 milioni, solo il 9%”

Quando il ministro Tommaso Foti ha preso la parola a Ville Ponti, la platea aveva già ascoltato critiche alla legge che porta il suo nome. Magistrati, costituzionalisti, giudici amministrativi: tutti concordi nel giudicare la riforma della responsabilità erariale una norma che produce più impunità che efficienza. Il ministro ha lasciato parlare i numeri: in sette anni, su 4,2 miliardi di danni accertati con sentenza definitiva, lo Stato ne ha recuperati 370 milioni. Il 9 per cento.
La nona Rassegna di diritto amministrativo organizzata da Upel ha visto oggi, venerdì 8 maggio, l’intervento del ministro Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, primo firmatario della legge 1 del 2026 — la riforma della responsabilità amministrativo-contabile che per due giornate ha occupato il centro del dibattito a Ville Ponti, a Varese. Il suo tono era quello di chi arriva con i conti in mano.
«Diciamo che come tutte le riforme è oggetto di attenzione e di critiche», ha esordito Foti. «D’altra parte mi pare che di leggi perfette, salvo alcune tavole, non ce ne siano». Il ministro ha detto di non essere lì «per fare l’avvocato difensore», ma di ritenere «che il legislatore abbia operato con cura».

La cura, a suo giudizio, si misura anche nel metodo. La proposta di legge 1621 ha attraversato oltre quaranta sedute delle commissioni parlamentari, ventidue alla Camera e diciotto al Senato. Un percorso che Foti ha contrapposto esplicitamente al decreto legge 76 del 2020, quello che con «quattro righe» tolse la responsabilità per colpa grave a chi operava sulle opere del PNRR, lasciando in piedi solo il dolo. «Penso di avere argomenti sufficienti per poter dire che è stata ed è una buona riforma, ovviamente come tutte le riforme oggetto di discussione».
Il cuore della difesa è un dato che il ministro ha portato per la prima volta in un contesto pubblico. Negli ultimi sette anni, a fronte di 4,2 miliardi di euro di danni erariali accertati con sentenza passata in giudicato, le casse pubbliche hanno recuperato 370 milioni di euro. Il 9 per cento. «Siamo a fronte di 4,2 miliardi assestati e passati in giudicato a un recupero di 370 milioni di euro, il tutto in 7 anni», ha detto Foti, usando quel numero per smontare la critica più diffusa alla riforma: quella per cui il tetto del 30% alla condanna farebbe perdere allo Stato il 70% dei danni. Se quel 70% non veniva recuperato già prima, ha argomentato, il problema non è l’entità della condanna ma la sua effettività concreta.
La legge, ha spiegato il ministro, «cerca di limitare la paura della firma o, come dice la Corte Costituzionale in una sua sentenza del 2024, la fatica dell’amministrare». Il meccanismo prevede che il funzionario risponda per colpa grave «fino a un massimo di due volte la sua indennità lorda» — una soglia che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe rendere la sanzione realmente esigibile invece di produrre condanne simboliche destinate a restare sulla carta. Ha portato come esempio quello di un sindaco di un comune con 2.700 abitanti condannato a 5 milioni di euro: una sentenza che finisce in prima pagina, ma che raramente si traduce in un recupero effettivo.
Sul piano istituzionale, Foti ha annunciato che è operativo un tavolo tecnico a Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con magistrati contabili indicati dal presidente della Corte dei Conti, per lavorare ai decreti attuativi. A chi vedeva nella nuova funzione consultiva assegnata alla Corte dei Conti una compressione del suo ruolo, ha risposto che si tratta invece di un completamento: «Non è vero che il ruolo della Corte sia solo repressivo».
Ha chiuso con un auspicio rivolto alla Corte Costituzionale, investita ora della valutazione della legge: che possa «dare risposte concrete, non solo per vedere se vi fu l’errore o l’errante, ma per trovare la strada migliore nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti».
Tutti gli articoli sulla rassegna Upel
L'articolo Brinzio e le sue strade scenario per uno spot automobilistico sembra essere il primo su VareseNews.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)