«Leone XIV a Pavia, un dono da vivere nella preghiera»
Monsignor Corrado Sanguineti con l'allora cardinale Prevost nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro per la chiusura delle celebrazioni dei 1.300 anni dalla traslazione delle reliquie di Sant'Agostino (25 febbraio 2024)
Monsignor Corrado Sanguineti con l'allora cardinale Prevost nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro per la chiusura delle celebrazioni dei 1.300 anni dalla traslazione delle reliquie di Sant'Agostino (25 febbraio 2024)«In questi mesi, sapendo già a febbraio della visita del Papa, abbiamo invitato le nostre comunità a vivere questo tempo come tempo di preghiera. Anch’io personalmente ho composto una piccola preghiera per accompagnare le persone in questa preparazione. Nel periodo dalla Pasqua fino a oggi, nelle Messe festive e feriali, sono state proposte alcune intenzioni che richiamano aspetti di questo dono che stiamo per vivere. Inoltre sono stati promossi due incontri aperti alla città, uno nell’Aula magna dell’Università sulla figura di Sant’Agostino e di quello che può dirci oggi, l’altro al Collegio Ghislieri per mettere in luce aspetti dell’esperienza spirituale di papa Leone come i temi della pace e dell’unità». Monsignor Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia, dove Leone XIV si recherà sabato 20 giugno, racconta così l’attesa per il pomeriggio (intensissimo) che vedrà la presenza del Santo Padre sulle orme di Sant’Agostino.
Chi incontrerà il Papa?
Appena arrivato, la prima tappa sarà al Cnao (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica), dove incontrerà i rappresentanti del mondo sanitario pavese e alcuni bimbi in cura con i loro genitori. Si recherà poi al convento dei Padri agostiniani, dove incontrerà la comunità, e nella basilica di San Pietro in Ciel D’Oro, presso cui venererà le reliquie di Sant’Agostino, salutando anche i Vescovi lombardi e presiedendo una celebrazione della Parola. Uscirà in seguito a salutare i fedeli. Trasferitosi in piazza del Duomo, incontrerà i bambini e la comunità latinoamericana, che nel nostro territorio è molto presente. Dopo l’ingresso in cattedrale vi sarà l’adorazione del Santissimo e, successivamente, in piazza della Vittoria, lo scambio di saluti con la cittadinanza.
Di papa Leone si intuisce fortemente la formazione agostiniana. Anche per questo la scelta di visitare Pavia assume un particolare significato…
Certamente. Quasi in ogni discorso il Santo Padre cita qualche passaggio di Sant’Agostino e direi che alcuni aspetti del suo magistero sono tipicamente agostiniani, come quello della dimensione interiore, che non può essere sostituita da nessuna macchina intelligente, e quindi l’attenzione a preservare tale livello di un’umanità aperta alla dimensione trascendente e spirituale come propriamente umana. E, poi, la centralità del mistero e della persona di Cristo che è al cuore della fede cristiana, dunque la sua prospettiva cristologica e il riferimento all’unità che sa tenere insieme le differenze senza che diventino polarizzazioni. Questo è un tema tipicamente agostiniano, così come la differenza tra potere spirituale e potere temporale, perché sappiamo quanto Agostino stesso abbia sofferto ai suoi tempi per le divisioni nella Chiesa.
Lei conosce personalmente il Papa?
L’ho incontrato nel 2024, quando venne a Pavia per chiudere l’Anno Agostiniano. Mi colpì subito la sua profondità spirituale, l’estrema umanità, la gentilezza e la cordialità. Immediatamente mi ritrovai in sintonia con lui. L’ho incontrato poi, sempre nel 2024, durante la Visita ad limina dei Vescovi lombardi. Ma voglio ricordare che padre Prevost, quando era Priore degli Agostiniani, almeno una volta all’anno raggiungeva Pavia per pregare Sant’Agostino ed era presente, talvolta anche privatamente, per la festa del Santo.
Quando avete invitato il Papa?
Subito dopo la sua elezione al soglio, gli ho scritto una lettera e ho detto che lo aspettavamo in ogni momento a braccia aperte. Poi, l’estate scorsa, in occasione del Giubileo dei giovani, ho incontrato il reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Leonardo Sapienza, che mi assicurò che il Santo Padre sarebbe venuto da noi entro il 2026.
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