L'OMS: basta morti per il caldo

12 Giugno 2026 - 17:39
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L'OMS: basta morti per il caldo
Giovedì 11 giugno, nello stesso giorno in cui la NOAA, l'agenzia statunitense che si occupa di studiare i fenomeni atmosferici, ha ufficializzato l'inizio di El Niño nel Pacifico tropicale, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un nuovo piano d'azione per prevenire i decessi legati all'eccesso di caldo. Maggio 2026 ha fornito un inquietante assaggio dei picchi di temperatura raggiungibili in Europa, e negli ultimi 4 anni - fa sapere l'OMS - nel Vecchio Continente sono morte per cause riconducibili ad estremi di calore oltre 200.000 persone. La maggior parte di questi decessi sarebbe stata prevenibile, se ci fossero state in atto misure concrete a tutela della salute pubblica. La seconda edizione dei Piani d'azione per la salute in caso di caldo (Heat–health action plans - HHAPs) si inserisce in questo contesto.. Chi sono i più vulnerabili al caldo. Il caldo record può esasperare condizioni mediche preesistenti, come quelle cardiovascolari, respiratorie, cerebrovascolari, mentali. Oltre ad essere direttamente responsabili di centinaia di migliaia di decessi, gli estremi di temperature estivi degli ultimi 4 anni hanno provocato conseguenze fisiche e mentali per milioni di persone. A rischio non sono solo, come spesso ci si sente ripetere, anziani, neonati, bambini e donne in gravidanza; ma anche persone affette da malattie croniche, con mobilità ridotte o disabilità cognitive, chi compie lavori di fatica all'aperto, gli atleti e chi fa esercizio fisico, chi si trova a manifestazioni di massa come i concerti, i migranti, i rifugiati e chi è senza fissa dimora o con alloggi inadeguati, risorse insufficienti e scarso accesso a servizi di base, come l'acqua pulita l'elettricità o cibo adeguato.. Come si combatte il caldo? Con comunicazioni e infrastrutture adeguate. Comportamenti individuali accorti (come bere spesso e non sostare all'aperto nelle ore più calde) sono utili, ma del tutto insufficienti in scenari complicati dalla crisi climatica, in un continente - l'Europa - che si sta riscaldando più velocemente di ogni altro. Né può essere una soluzione al caldo aumentare l'utilizzo di aria condizionata, una falsa soluzione non sostenibile dal punto di vista ecologico, che non tutti si possono permettere e il cui accesso è ostacolato dalla crisi energetica.. Vanno migliorati gli edifici, a partire dai luoghi di lavoro e dalle scuole (meno del 10% delle aule scolastiche in Italia è climatizzato; e scuole dell'infanzia e asili nido continuano a funzionare per i mesi di giugno e luglio); va facilitato l'accesso a luoghi freschi all'interno dei quartieri dove si possa trovare ristoro; vanno cercate soluzioni per contrastare l'effetto delle isole di calore urbano. . Una cosa che si può fare da subito è migliorare la comunicazione tra chi si occupa di previsioni climatiche e salute pubblica e i cittadini: avvertimenti prima delle ondate di calore, una comunicazione chiara sui comportamenti da evitare in caso di caldo anche attraverso le app, iniziative locali per migliorare idratazione, preparazione dei servizi assistenziali sanitari e sociali sono elementi che concorrono a non farsi cogliere alla sprovvista dalle prossime ondate di calore..

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