Lorenzo Pellegrini: "Roma è casa, ho pianto dopo il derby. La verità è quella che si vive, non quella che viene raccontata"
L'ex capitano si guarda indietro alla fine della stagione che lo ha visto in scadenza
Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma, ha parlato al Corriere dello Sport alla fine di una stagione che potrebbe essere stata l'ultima con la maglia della sua squadra del cuore:
"Finalmente Champions? La volontà c’è sempre stata, poi con Ranieri l’abbiamo sfiorata per un punto mentre nelle stagioni precedenti il distacco era un po’ più ampio, ma mai enorme. E, come negli anni di Tirana e Budapest, a un certo punto avevamo la corsa europea. Gasperini ci ha sempre creduto, ci ha trasmesso la sua grinta, e l’arrivo di Malen ci ha aiutato tanto. Ha davvero una qualità incredibile, è uno che fa la differenza. La felicità è immensa, per noi e per i tifosi, era frustrante dare tutto e non riuscire ad arrivare. È stata una liberazione. Siamo contenti anche per la proprietà che ha sempre investito tantissimo".
LACRIME DI TUTTI I TIPI
"Io al destino ci credo, se ti impegni le cose belle tornano indietro. Da quando mi sono operato, credetemi, non c’è stato giorno in cui io non mi sia allenato, a volte anche tre volte al giorno. E che succede? Succede che gioco la mia prima partita dopo quattro mesi e mezzo di infortunio, al derby, titolare, perché il mister mi dà questa opportunità e faccio goal. Ero emozionato, felice, appagato. Ho pianto. Non ho preparato quella partita in una settimana, ma in tutti i mesi precedenti. E non perché era il derby, per quanto è sempre bello segnare contro di loro, ma per tutto quello che c’era dietro. E poi la Conference League vinta a Tirana: alzare un trofeo da capitano della Roma è un sogno. Invece l'Europa League persa a Budapest per la svista dell'arbitro Taylor... Ancora adesso se su Instagram mi compare qualche video di quella sera chiudo subito. Rivederla? Impossibile. E mai la rivedrò".
EURO 2021 SALTATO PER GIOCARE UN DERBY DI BASSA CLASSIFICA
"Per me le partite della Roma sono tutte importanti, non esiste alta o bassa classifica. Doveva andare così, non ho rimpianti".
CHIARIMENTI
"Ma vi pare una cosa normale la critica per non aver giocato contro la Sampdoria nel momento in cui è nato Thomas? Faccio chiarezza. Io avevo un volo privato a Ciampino pronto dalla mattina, mio figlio è nato dopo le 19, la partita era alle 20.45. Il travaglio è stato lungo, il parto diciamo intenso e non aggiungo altro. Come avrei potuto lasciare mia moglie da sola? Lo rifarei ancora oggi. Le Maldive prima dell'intervento l'estate scorsa? Magari mi fossi potuto operare a poca distanza. Invece i medici mi dissero che doveva passare del tempo tra un intervento e l’altro. Per quello andai in vacanza. La verità è quella che si vive, non quella che viene raccontata".
LA BANDA DEL SESTO POSTO
"Ammetto una cosa: il nome mi fa pure ridere. Ma in realtà siamo un gruppo che ha sempre dato tutto. Abbiamo vinto un trofeo, fatto una finale, due semifinali e ora siamo tornati in Champions. Abbiamo disputato ottime partite, altre invece molto brutte, come tutti. Ma non abbiamo cacciato allenatori o deciso tutto dentro Trigoria. Mai. Roma è casa, naturale".
CALCIO ITALIANO IN CRISI
"Non so se sarei stato convocato per i Mondiali, Gattuso è stato onesto con me quando abbiamo parlato, ho capito perché poi ai playoff non mi ha portato, ha puntato sul gruppo che era arrivato fin lì. Io avrei continuato con lui anche dopo l’eliminazione con la Bosnia. Se la Serie A è davvero così scarsa? Non credo, quest’anno siamo andati tutti male nelle coppe ma pochi anni fa abbiamo portato tre italiane in finale in tutte le competizioni, l’Inter l’ha fatta lo scorso anno. Il divario c’è con la Premier? Sì, ma per il resto penso che il nostro sia un campionato competitivo".
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)