L’Ue multa Temu per 200 milioni: violato il Digital Services Act
L’Unione europea si scaglia ancora contro l’ultra fast fashion. Questa volta nel mirino c’è Temu – l’e-tailer a basso costo, acerrimo rivale di Shein – a cui la Commissione di Bruxelles ha inflitto una sanzione da 200 milioni di euro per la vendita di prodotti illegali sulla sua piattaforma. La società cinese, inserita nel 2024 tra le Very Large Online Platforms (Vlop), è soggetta agli obblighi più stringenti del Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo pienamente operativo dal 2024 che impone valutazioni dei rischi sistemici, trasparenza sugli algoritmi e sistemi efficaci contro i prodotti illegali.
Secondo Bruxelles, Temu non avrebbe valutato adeguatamente la qualità dei prodotti offerti: tra i tanti esempi, molti caricabatterie non superavano i test di sicurezza di base e diversi giocattoli per bambini presentavano rischi di soffocamento o contenevano sostanze chimiche oltre i limiti consentiti dalla legge. Il sistema di promozione dei prodotti, anche tramite influencer, ha amplificato il rischio di diffusione di articoli non conformi.
La sanzione è stata calcolata come circa lo 0,25% del fatturato 2025 di Temu (pari a 79,5 miliardi di euro), ben lontana dal tetto massimo del 6% previsto dal Dsa. Un funzionario Ue ha precisato che “questa cifra sarà pure ‘noccioline’, ma pagarla resta più costoso che conformarsi agli obblighi del Dsa”. Si tratta infatti della multa più alta finora inflitta ai sensi della normativa in questione e della seconda decisione di non conformità nel quadro della normativa, dopo i 120 milioni comminati a X di Elon Musk nel dicembre 2025.
Temu, come era prevedibile, ha espresso disaccordo con la sanzione, confermando il rispetto degli obiettivi del Dsa ma definendo la decisione della Commissione “sproporzionata”. L’azienda ha ora tempo fino al 28 agosto per presentare un piano di correzione, che Bruxelles avrà poi due mesi per valutare; in caso di approvazione saranno definiti tempi e modalità di implementazione, altrimenti scatteranno ammende periodiche aggiuntive.
Temu non è certo l’unico gruppo ultra low cost nel mirino dell’Ue. Il 17 febbraio 2026 è stato avviato un procedimento formale nei confronti di Shein, accusata di progettazione della piattaforma che crea dipendenza, mancanza di trasparenza nei sistemi di raccomandazione e vendita di prodotti illegali, compreso materiale pedopornografico. La società rischia sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo, secondo quanto previsto dal Dsa.
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