Lukaku e la Trump Dance, le scuse di Balogun e il perdono di Garcia: "Non è colpa sua"

07 Luglio 2026 - 09:23
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Lukaku e la Trump Dance, le scuse di Balogun e il perdono di Garcia: "Non è colpa sua"

In USA-Belgio il campo ha chiuso, sportivamente, le polemiche della vigilia per la squalifica tolta a Balogun.

Fortunatamente per la Fifa, per il Belgio e anche per il povero Folarin Balogun, il match fra Stati Uniti e Diavoli Rossi valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026 ha chiuso sul campo ogni forma di polemica. La schiacciante vittoria per 4-1 di De Ketelaere (vero leader di questa squadra) e compagni ha spento sul nascere ogni recriminazione possibile per la scelta fatta dalla Fifa su pressione di Donald Trump di rivedere la scelta di squalificare l'attaccante USA sospendendo il provvedimento disciplinare inflitto contro di lui durante la gara con la Bosnia.


Eppure, con tanta ironia e autocritica, tutti questi elementi hanno fatto da contorno al finale di partita in cui prima l'esultanza di Romelu Lukaku e dei compagni, poi l'abbraccio di Balogun al ct Rudi Garcia e infine le stesse parole dell'ex-allenatore di Roma e Napoli in conferenza stampa, hanno sottolineato l'incredibile e unico momento che questi ragazzi hanno dovuto loro malgrado vivere e soppportare.


LUKAKU CON LA TRUMP DANCE

Il goal del 4-1 di Romelu Lukaku che ha chiuso definitivamente ogni conto è passato in secondo piano (nonostante l'ottima fattura, da bomber vero in grado di liberarsi col fisico della marcatura e concludendo con un destro all'angolino lontano) proprio in virtù dell'esultanza provocatoria del centravanti del Napoli.


Prima il segno ai tifosi "parlate parlate" e poi, una volto raggiunto dai compagni all'altezza della bandierina, il balletto reso celebre proprio dal presidente USA Donald Trump sulle note di YMCA dei Village People.




LE SCUSE DI BALOGUN A GARCIA

LE SCUSE DI BALOGUN A GARCIA

Poi a fine partita c'è stato l'atteso abbraccio fra Folarin Balogun, visibilmente provato dall'andamento della gara, con il ct rivale Rudi Garcia. Un abbraccio in cui, a detta del ct, la punta statunitense si sarebbe scusato per quanto suo malgrado accaduto in tutto il percorso di avvicinamento alla gara.

IL PERDONO DI GARCIA: "NON È COLPA SUA"

E in conferenza stampa Garcia ha proprio raccontato il retroscena di questo dialogo a bordo campo: "È venuto a parlarmi. Mi è piaciuto molto. Non è colpa sua, non è lui quello da biasimare. È quello che gli ho detto, è un giocatore forte lo supererà. La sua presenza non ha cambiato il nostro modo di giocare, noi volevamo solo arrivare al quarto di finale. Non avevo nessun dubbio che Ngoy e Mechele potevano affrontarlo. L'unico problema di oggi è l'infortunio di Onana nel secondo tempo"




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