L’ultimo saluto a Matteo Di Franca: il cielo di Siracusa si riempie di palloncini
Dolore composto, volti rigati dalle lacrime e una Cattedrale gremita per l’ultimo saluto a Matteo Di Franca, il giovane siracusano scomparso nei giorni scorsi e ritrovato senza vita nelle acque del Porto Grande. Oggi pomeriggio, alle 17, familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e tantissimi giovani si sono ritrovati nel Duomo di Siracusa per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
A celebrare le esequie è stato padre Gianluca Belfiore, che durante l’omelia ha ricordato il profondo impegno civile e umano di Matteo.
“Un giovane ha terminato il percorso sulla terra, ma non un giovane qualunque. Un giovane che aveva già risposto alla chiamata del Signore, perché nessuno di noi vive per sé stesso – ha detto il sacerdote – Matteo ha sempre vissuto rivolto verso l’esterno, per gli altri. Impegnato e motivato, andava avanti verso un progetto comune che non ha visto frontiere, nemmeno politiche. Senza frontiere significa che ciò che è comune non può essere separato, non può essere sciolto”
Parole che hanno ripercorso il senso dell’impegno che ha caratterizzato la vita del 24enne, presidente della Consulta comunale giovanile e punto di riferimento per tanti ragazzi.
“Quello che viene spesso rimproverato ai giovani è di non essere abbastanza impegnati e di perdere tempo – ha proseguito padre Belfiore –. Quanto tempo ci è dato da vivere nessuno può saperlo, ma in questo tempo siamo chiamati ad amministrare l’eredità che il Signore ci ha lasciato. Dobbiamo vivere la nostra vita con impegno. Matteo ha vissuto al di là dei suoi 23 anni. Inconsapevolmente, forse, era proiettato nel vivere il tempo al meglio”
Il sacerdote ha quindi invitato tutti a riflettere sull’eredità lasciata dal giovane: “Ciò che viene chiesto a noi cristiani è lasciare una traccia su questa terra, così qualcosa rimarrà anche quando la lasceremo. Matteo una traccia l’ha lasciata e lo dico perché i giovani che oggi affollano questa chiesa ne sono la testimonianza. L’azione di Matteo era amare il prossimo”
Al termine della celebrazione, all’uscita dalla Cattedrale, il saluto più emozionante. Decine di palloncini sono stati liberati nel cielo di Siracusa mentre dalle casse risuonavano le musiche amate da Matteo. Un lungo applauso ha accompagnato quel momento.
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