Pillirina Siracusa, Zappulla e Di Giovanni: “Non si privi la città di un bene comune”
Punta della Mola, conosciuta dai siracusani come la Pillirina, torna al centro del dibattito pubblico. Un luogo simbolo dell’identità, della storia e della bellezza del territorio, citato da Tucidide e celebrato da Virgilio nell’Eneide, oggi al centro di una complessa vicenda che intreccia tutela ambientale, accesso al mare, vincoli paesaggistici e interessi privati.
A richiamare l’attenzione sulla questione sono la consigliera comunale Sara Zappulla e Matilde Di Giovanni del Pd, che evidenziano le numerose incongruenze che gravano sulla fruizione dell’area. Al centro della vicenda vi è il progetto della società Elemata Maddalena srl, proprietaria di alcuni terreni acquistati nel 2009, che prevede la ricostruzione dei ruderi dell’ex batteria militare “Emanuele Russo”, struttura difensiva realizzata negli anni Trenta e abbandonata dopo lo sbarco alleato del 1943.
“L’area interessata dall’intervento è sottoposta a una lunga serie di vincoli paesaggistici, archeologici e ambientali. – spiegano – Tra questi figurano la dichiarazione di notevole interesse pubblico, i vincoli archeologici legati alla presenza di una necropoli dell’età del bronzo, delle latomie e di resti dell’antico quartiere del Plemmyrion, oltre all’inclusione nel Sito di Interesse Comunitario “Capo Murro di Porco, Penisola della Maddalena e Grotta Pellegrino” e nell’istituenda riserva naturale orientata “Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena”. Il Piano paesaggistico provinciale assegna inoltre all’area il massimo livello di tutela.”
Le due ricordano che il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Siracusa nel gennaio 2023 è stato successivamente annullato dal Tar in seguito al ricorso di Legambiente, poiché rilasciato senza la Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca). La società ha nel frattempo richiesto la valutazione ambientale e avviato azioni risarcitorie nell’ambito dei procedimenti ancora pendenti.
“Un altro tema riguarda l’accesso alla zona costiera. -continuano – Dal 2018 la Capitaneria di Porto ha disposto l’interdizione di parte del tratto costiero per motivi di sicurezza legati al rischio crolli, provvedimento successivamente richiamato anche dal Comune. Tuttavia, secondo le firmatarie dell’appello, i cittadini si sarebbero trovati improvvisamente privati di un accesso storicamente utilizzato per raggiungere il mare.”
Particolare preoccupazione viene espressa per la situazione delle aree demaniali presenti lungo la costa e per il procedimento di delimitazione tra proprietà privata e demanio marittimo tuttora in corso. Secondo Zappulla e Di Giovanni, alcune particelle pubbliche terrestri sarebbero state proposte come demanio marittimo, con possibili conseguenze sulla fruibilità dell’area e sulla presenza di spazi pubblici.
Le due richiamano inoltre il forte legame tra la cittadinanza e Punta della Mola, ricordando come nel 2022 il sito sia stato inserito tra i “Luoghi del Cuore” del FAI, raccogliendo 8.560 firme a livello nazionale.
Per queste ragioni viene rivolto un appello agli enti pubblici competenti affinché venga garantita la tutela del bene demaniale e il diritto di accesso al mare, attraverso strumenti che assicurino la conservazione ambientale e la fruizione collettiva dell’area. Tra le ipotesi indicate vi è l’istituzione della riserva naturale orientata, considerata la soluzione più idonea per coniugare tutela del patrimonio e interesse pubblico.
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