Malori dopo una cena a Bogliasco, accertamenti di Asl e Nas. Il titolare del ristorante: “Accanimento”

05 Luglio 2026 - 13:41
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Malori dopo una cena a Bogliasco, accertamenti di Asl e Nas. Il titolare del ristorante: “Accanimento”
just peruzzi

Genova. Gli ispettori della Asl e i carabinieri del Nas hanno avviato accertamenti su un possibile caso di intossicazione alimentare in un noto locale di Bogliasco (Genova), il Just Peruzzi.

La notizia, riportata in prima battuta dal Secolo XIX e poi confermata, riguarda quanto accaduto alcuni giorni fa dopo una cena organizzata da una coppia che festeggiava le nozze d’oro. Secondo le indiscrezioni una ventina di invitati avrebbe accusato un senso di malessere e due avrebbero chiamato la guardia medica. Nessuno è finito in ospedale.

Ma i sintomi, che potenzialmente riconducevano a un’intossicazione alimentare, hanno fatto scattare le indagini e sono state sentiti i primi testimoni. Se ne stanno occupando i militari del Nas e l’ufficio Igiene degli alimenti del dipartimento di prevenzione della Asl genovese. Sotto la lente alcune pietanze servite, pesce e carne crudi.

Nei confronti del locale sono scattate alcune sanzioni amministrative ma non legate alla conservazione degli alimenti. La correlazione tra i malori e la conservazione o la qualità del cibo non è stata accertata. Ed è per questo che il titolare del ristorante Just Peruzzi, Paolo Piccolo, parla di “accanimento” nei confronti della sua attività e di un “pesante danno di immagine”.

Piccolo, insieme a un dipendente, è da qualche mese indagato con l’ipotesi di reate di somministrazione di sostanze alimentari nocive per un caso di intossicazione da sindrome sgombroide avvenuta nel periodo natalizio nel locale del centro Just Balilla, durante una cena aziendale.

Anche il quel caso non erano immediatamente emerse irregolarità nella conservazione o nella lavorazione della materia prima – tonno crudo – in quel caso l’indagine era stata un passaggio formale per consentire agli inquirenti di approfondire quanto accaduto, a partire dalla catena di approvigionamento del prodotto.

Nel giro di pochi mesi, un nuovo guaio, e una nuova cattiva pubblicità per un ristorante molto noto e che per la sua posizione, a picco sul mare, ha nel periodo estivo la sua massima attività. Di qui lo sfogo dell’imprenditore: “Dopo tanti anni di lavoro onesto e sacrifici non posso nascondere l’amarezza per una vicenda che sta assumendo, ai miei occhi, i contorni di un vero e proprio accanimento nei confronti della mia attività”, dice.

“Ho costruito la mia reputazione con impegno, trasparenza e passione e oggi mi sento esposto a un danno d’immagine enorme, nonostante non siano emersi elementi che dimostrino una responsabilità del ristorante – continua Piccolo, non senza risparmiare una stoccata alla politica – a queste condizioni mi domando sinceramente se abbia ancora senso continuare. Mi dispiace soprattutto per i miei venti dipendenti e per le loro famiglie, che ogni giorno lavorano con serietà e professionalità. Fa ancora più male dover affrontare tutto questo mentre siamo costretti a operare con i giardini adiacenti al locale chiusi e in stato di abbandono, nell’indifferenza della pubblica amministrazione”.

“Tengo a precisare che il locale non è mai stato chiuso e che i controlli effettuati dalla Asl hanno confermato la corretta conservazione degli alimenti, senza accertare alcun nesso tra il malessere lamentato dalle persone e i piatti serviti. Per quanto ci risulta, nessuno dei due clienti è stato ricoverato in ospedale, ma si è rivolto esclusivamente alla guardia medica”, sottolinea l’imprenditore.

“Desidero inoltre ricordare che i piatti indicati, tra cui la tartare di orata e la tartare di manzo, sono stati consumati quella stessa sera da numerosi altri clienti senza che venisse segnalato alcun problema. Si trattava di un ricevimento per un cinquantesimo anniversario di matrimonio, al quale hanno partecipato numerosi invitati, e quella è stata una giornata caratterizzata da temperature particolarmente elevate. Sono circostanze che rendono ancora più evidente come non sia possibile trarre conclusioni affrettate sulle cause del malessere”.

“Nelle ultime settimane il nostro ristorante ha servito migliaia di tartare, preparate seguendo rigorosamente tutte le norme igienico-sanitarie e gli standard previsti. È un dato oggettivo che testimonia la serietà con cui lavoriamo ogni giorno e rende ancora più ingiusto formulare accuse prima che i fatti siano stati accertati”, conclude.

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