Mango, arrestato il presidente della holding di Mango per la morte di Isak Andic

19 Maggio 2026 - 13:00
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C’è una svolta nell’indagine per la morte del fondatore del marchio di fast fashion spagnolo Mango, Isak Andic, deceduto a 71 anni in seguito a una caduta lungo un sentiero sul monte Montserrat (Catalogna) il 14 dicembre 2024. I Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, hanno arrestato questa mattina Jonathan Andic, figlio maggiore di Isak Andic  e, a seguito della morte del padre, attuale presidente della holding di Mango e vicepresidente del cda della label Mango, con l’accusa di aver causato la morte del padre durante quella che sembrava una normale escursione in montagna.

I sospetti nei confronti di Jonathan si erano intensificati negli ultimi mesi con la riapertura del caso, dopo essere stato archiviato a gennaio 2025 per mancanza di prove di reato e la morte del fondatore di Mango venne rubricata come incidente di montagna. Il 14 dicembre il figlio di Andic, l’unica persona presente in quel momento, aveva sostenuto che il padre fosse scivolato nel precipizio senza poterlo raggiungere. Successivamente alcune contraddizioni nella testimonianza di Jonathan Andic avevano portato alla riapertura del caso. A incrinare ulteriormente la posizione del figlio è stata la testimonianza di Estefanía Knuth, compagna di Isak Andic, che ha descritto ai magistrati un rapporto tutt’altro che sereno tra padre e figlio, segnato da tensioni di lunga data legate soprattutto alla gestione dell’azienda. Nell’ottobre 2025 la svolta: il caso viene riaperto con l’ipotesi di omicidio e Jonathan Andic, fino a quel momento trattato come testimone, viene iscritto nel registro degli indagati. Nel novembre 2025 il magistrato ascolta anche le due sorelle, Judith e Sarah Andic, e il fratello del fondatore.

Dopo la morte di Isak Andic, il gruppo ha proceduto a una rapida ristrutturazione del vertice: Jonathan Andic era stato appunto stato nominato presidente di Mango e della holding Mango MNG, mentre le sorelle Judith e Sarah sono state designate vicepresidenti.  L’eredità era stata distribuita equamente tra i tre figli attraverso Punta Na, la holding di famiglia che controlla il 95% del gruppo.
La famiglia Andic aveva già risposto alle prime indiscrezioni dell’ottobre 2025 con una nota formale, dichiarando di rispettare il procedimento in corso e di essere “fiduciosa che il processo si concluderà dimostrando l’innocenza di Jonathan”. La famiglia, attraverso i suoi portavoce, ha ora ribadito che non commenterà la vicenda, ma resta convinta che il processo dimostrerà l’innocenza di Jonathan.

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