Marco Balich, chi è lo Steven Spielberg italiano che cura i Mondiali 2026: dai concerti rock ai giochi olimpici

12 Giugno 2026 - 15:04
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Marco Balich, chi è lo Steven Spielberg italiano che cura i Mondiali 2026: dai concerti rock ai giochi olimpici

Marco Balich, chi è lo Steven Spielberg italiano che cura i Mondiali 2026: dai concerti rock ai giochi olimpici

 

Non solo il cibo italiano, gli Usa hanno anche bisogno dei nostri sceneggiatori e coreografi per i Mondiali del 2026. La patria di Hollywood, dei film d’azione e della spettacolarizzazione generale ha ceduto alla bravura di Marco Balich, il coreografo italiano che ha curato gli spettacoli per le ultime Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. È stata la Fifa a contattarlo per costruire un approccio più narrativo e istituzionale del grande evento sportivo, vista la sua esperienza recente nelle grandi cerimonie internazionali.

A raccontare la sua ultima esperienza con la federazione calcistica internazionale è stato lo stesso Balich all’Adnkronos: «Il presidente Gianni Infantino ha assistito alla cerimonia olimpica di Milano Cortina 2026 a San Siro e, pochi giorni dopo, si è goduto l’halftime show del Super Bowl». L’obiettivo di Balich per le grandi occasioni è molto chiaro: «Non si tratta soltanto di assemblare un palco, far esibire un artista e smontare tutto. Vogliamo dare dignità a un messaggio più grande». 

Marco Balich, lo Steven Spielberg italiano: dalle coreografie per le Olimpiadi ai Mondiali

La carriera di Balich inizia negli anni ’80, come promotore di svariati concerti rock, tra cui lo storico dei Pink Floyd a Venezia del 1989. Negli anni successivi ha fondato la Balich Wonder Studio, che è diventata un competitor nel mondo degli spettacoli su scala mondiale. Nel mondo dello sport il coreografo italiano è un esperto, specialmente nei giochi olimpici, come dimostrano le cerimonie di Torino 2006, Sochi 2014 e Rio 2016. In Italia è diventato famoso nel 2015, per aver curato il nostro padiglione e l’Albero della vita all’Expo 2015. Complessivamente, in tutta la sua vita, Balich ha avuto l’occasione di occuparsi delle feste di apertura e chiusura per le edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Per il suo operato ha ricevuto grandi premi internazionali, tra cui figurano un Emmy Award nel 2006 e il premio Compasso d’Oro nel 2017.

L’esperienza nel mondo del calcio e in ambito culturale

Prima di occuparsi dei Mondiali 2026, Balich ha curato la cerimonia della Coppa del mondo Fifa 2022 in Qatar. Dunque, per lui l’evento di quest’anno non è il primo approccio coreografico per uno degli sport più famosi e amati dal mondo intero. Ma la sua voglia di sperimentare non tocca soltanto l’organizzazione delle cerimonie sportive. Non a caso, nel 2018 ha ideato lo spettacolo Giudizio Universale, the Sistine Chapel Immersive Show, in collaborazione con i Musei vaticani, che divenne il più venduto dell’anno. Insomma, Marco ha dimostrato che il genio italiano ha sempre molto da offrire, dando filo da torcere a tutti gli scenografi americani che si ispirano a Steven Spielberg. A lui, invece, basta la creatività.

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