Maternità precoce: campagna solidale dell’episcopato
La Chiesa indiana in soccorso alla maternità precoce. All’All India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi è stato imposto di interrompere una gravidanza di 30 settimane, per una ragazza 15enne incinta. Adducendo motivazioni legate al disagio della maternità precoce. Questa direttiva, secondo i vescovi indiani, “è in netto contrasto con l’opinione unanime e categorica dei medici e degli esperti”. I quali “hanno chiaramente affermato che l’interruzione di gravidanza in questa fase avanzata non è medicalmente fattibile”. La commissione medica, aggiunte l’episcopato dell’India, “ha suggerito un’alternativa più sicura e umana”. E cioè “posticipare il parto di alcune settimane per consentire una nascita naturale”. Questo approccio “ridurrebbe significativamente i rischi per la salute della minore e aumenterebbe la probabilità di dare alla luce un bambino sano”, precisano i vescovi indiani.

Tutela della maternità
Lo Stato, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, ha espresso la propria disponibilità ad assumersi la responsabilità del bambino. Includendo il sostegno sociale e psicologico alla ragazza-madre e la procedura di adozione. Citando “consolidate raccomandazioni mediche e considerazioni etiche” l’episcopato indiano evidenzia che “a 30 settimane di gestazione un feto è ampiamente riconosciuto come capace di sopravvivere al di fuori dell’utero”. Quindi “disporre una procedura che potrebbe porre fine a tale vita o causare gravi danni solleva serie preoccupazioni e viola l’articolo 21 della Costituzione indiana, che garantisce il diritto alla vita”. Inoltre “l’interruzione di gravidanza di un feto vitale, soprattutto quando esistono alternative più sicure mette in discussione l’equilibrio tra autonomia personale e tutela della vita. Sebbene l’autonomia del paziente sia un principio importante, non può estendersi fino a richiedere una procedura controindicata dal punto di vista medico. Le decisioni giudiziarie in questioni medico-legali così delicate vanno guidate da prove scientifiche e pareri di esperti“.
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