Maturità, caccia alle tracce: D’Annunzio il grande favorito. Il ministero avverte: “Scelte non banali”

17 Giugno 2026 - 20:11
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Maturità, caccia alle tracce: D’Annunzio il grande favorito. Il ministero avverte: “Scelte non banali”

Gli studenti del liceo Visconti di Roma durante la prima prova scritta dell’esame di Maturità, 18 giugno 2025. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il dettaglio più curioso, quest’anno, è che anche la tradizione ha dovuto cambiare banco. La “notte prima degli esami” non cadrà di martedì, come vorrebbe l’abitudine più recente dei maturandi italiani, ma slitterà in avanti: il plico telematico del ministero dell’Istruzione e del Merito sarà decrittato giovedì 18 giugno 2026, alle 8.30 in punto. Non un minuto prima, almeno ufficialmente. Da quell’istante, circa mezzo milione di studenti si ritroverà davanti alla stessa scena: i commissari, i fogli, il dizionario di italiano, le penne, il silenzio finto dell’aula e sette tracce capaci di trasformare mesi di ripasso in una scelta da compiere in pochi minuti. Sarà finalmente l’anno di D’Annunzio? Oppure il Vate continuerà a essere il grande favorito ma pur sempre assente? E gli 80 anni della Repubblica, con Assemblea Costituente e suffragio universale femminile, finiranno davvero in una traccia o resteranno nel repertorio dei pronostici troppo belli per essere veri?

Il ministro che sa già tutto

Nel frattempo, mentre gli studenti consultano siti, chat di classe e previsioni più o meno fantasiose, c’è qualcuno che non deve indovinare nulla: Giuseppe Valditara. Il ministro sceglie le tracce finali sulla base della lista predisposta dagli esperti ministeriali. Attorno a lui, il rito civile più ansiogeno della scuola italiana mantiene la sua liturgia: segreto, attesa, supposizioni e improvvise certezze da corridoio.

A custodire la macchina dei temi c’è Flaminia Giorda, 63 anni, storica dell’arte, dal 2020 alla guida del Servizio ispettivo e della Struttura tecnica degli esami di Stato. A Repubblica ha raccontato il retroscena: «Al ministro ne vengono presentate molte possibili per ciascuna tipologia. Le leggiamo insieme, ne discutiamo, e la scelta finale spetta a lui». L’obiettivo, ha spiegato, è costruire un insieme «equilibrato, significativo, nuovo rispetto agli anni passati» e fare «scelte non banali».

Il toto-tema

Il toto-tema, però, resiste a tutto. Agli archivi, agli esperti, alle smentite, perfino al buon senso. «È un gioco cui i giornali non sanno rinunciare», ha detto Giorda. Gli anniversari, osserva, sono spesso «spunti troppo scontati». E i nomi degli autori, ogni anno, tornano uguali: D’Annunzio, Pasolini, Pascoli, Calvino, Pirandello, Ungaretti, Montale. Stavolta spunta anche Grazia Deledda. Qualcuno azzarda perfino Foscolo, che però non si studia nell’ultimo anno e quindi, ricorda la custode delle tracce, «non potrebbe mai essere scelto».

Il paradosso è tutto qui: più il ministero cerca varietà, più il Paese si aggrappa alle sue liturgie previsionali. L’intelligenza artificiale, per esempio, viene pronosticata da anni. Qualche volta è comparsa, vero. Ma non può diventare una rendita di posizione, nemmeno per gli algoritmi.

Sei ore per scegliere chi essere

La prima prova resta divisa in tre strade: analisi del testo, testo argomentativo, riflessione critica di attualità. Sette tracce complessive, stesso valore, nessuna scorciatoia garantita. Chi sceglie la tipologia A dialoga con un testo letterario; chi punta sulla B deve costruire una tesi solida; chi si affida alla C entra nel terreno dell’attualità, dove il rischio non è sapere poco, ma scrivere troppo in generale. Si potrà usare solo il dizionario di Italiano. Telefoni, smartwatch, tablet e dispositivi connessi restano fuori. La prova dura sei ore, ma si può consegnare dopo tre. Scelta consentita, non sempre saggia: anche l’ispirazione, alla Maturità, dovrebbe passare almeno una volta dalla rilettura.

Il giorno dopo, 19 giugno, toccherà alla seconda prova, quella di indirizzo: Latino al classico, Matematica allo scientifico, Prima Lingua straniera al linguistico, Economia aziendale negli istituti tecnici. Anche quest’anno Valditara ha scelto una sola materia, evitando l’accoppiata che avrebbe fatto tremare più di qualche banco.

Il consiglio della custode delle tracce

Alla fine, il suggerimento più utile arriva proprio da chi sa tutto e non dirà nulla. La mattina del 18 giugno bisognerà «affrontare la prova con calma e con metodo», leggere bene le tracce, costruire una scaletta, rileggere e correggere. E soprattutto non temere l’analisi del testo: «Non è un tema di letteratura, non occorre aver studiato l’autore».

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