Mbappé: "PSG? Chi vince ha sempre ragione. Beckham mi parla della MLS, vedremo"
Il capitano della Francia parla alla vigilia della sfida con l'Iraq.
La Francia si prepara a tornare in campo.
I Bleus di Didier Deschamps, dopo il successo all'esordio contro il Senegal, affronta l'Iraq nella seconda giornata della fase a gironi dei Mondiali.
Alla vigilia del match, il capitano dei transalpini Kylian Mbappé è intervenuto in conferenza stampa: le sue dichiarazioni.
"PSG? CHI VINCE HA SEMPRE RAGIONE"
A domanda se sia necessario copiare lo stile di gioco del Paris Saint-Germain, sua ex squadra, Mbappé ha risposto:
"C'è una cultura del momento. Le squadre vincenti ispirano sempre il calcio moderno. È sempre la squadra vincente ad avere ragione. Da quando gioco, ci è stato chiesto di copiare il Barcellona e il suo gioco di possesso palla, poi il Real Madrid e il suo attacco a tre, e ora il pressing alto del PSG. Chi vince ha sempre ispirato gli altri. Continuiamo sulla stessa strada. In campo siamo più offensivi rispetto al 2018 e al 2022. Il gruppo ha mantenuto la continuità dall'inizio del mandato del ct, con l'arrivo di giovani talenti. La strada da percorrere sarà lunga, ma siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi. Un Mondiale è molto imprevedibile".
POSIZIONE IN CAMPO
Mbappé ha una posizione preferita?
"Non saprei - risponde l'attaccante -. Mi sento bene in questo momento, ma non credo dipenda dalla mia posizione. Mi sento bene mentalmente e fisicamente. La mia posizione non è poi così importante. Ciò che conta è come giochiamo. Dobbiamo essere una squadra che impone il proprio stile. Mi sento bene in tutte e tre le posizioni offensive".
Mbappé prosegue:
"Mi sento come un giocatore che sta disputando un Mondiale, rappresentando il proprio Paese. Sto cercando di fare la storia per la mia nazione. Sto anche cercando di godermi l'opportunità di giocare in competizioni di questo tipo. So di avere qualità, ma non credo che una doppietta nella prima partita sia sufficiente per mostrare appieno il mio talento su un palcoscenico così importante".
OLISE
Il capitano francese si sofferma poi su Michael Olise:
"Michael è un giocatore eccezionale. Il suo profilo piace a tutti. Abbiamo instaurato questo legame grazie a tutti i giocatori offensivi. Abbiamo così tanto talento che può essere la giornata di un giocatore o di un altro. Michael è un grande giocatore, può creare qualcosa di diverso in ogni partita".
DEMBELE
Un commento anche su Ousmane Dembélé:
"Non so se Ousmane sia stato meno incisivo contro il Senegal. Ho rivisto la partita due volte; nel primo tempo è stato il migliore dei quattro in fase offensiva. Nel secondo tempo, io e Michael siamo stati decisivi, ma lui è stato fondamentale. Ousmane è molto calmo; è il vincitore del Pallone d'Oro, ha la fiducia del gruppo e dello staff. Conosce perfettamente il funzionamento della nazionale francese. Non dobbiamo dimenticare che si è infortunato a fine stagione. Tornerà in forma e sarà un giocatore decisivo per noi".
Ma com'è il rapporto con il Pallone d'Oro?
"Forse possiamo affinare il rapporto diretto che ho con Ousmane in campo. Quando guardo i quattro attaccanti, non ho visto nessun giocatore scollegato. Nel primo tempo abbiamo commesso molti errori tecnici, non siamo riusciti a scardinare il loro blocco. Eravamo presenti in termini di intensità. Parecchi giocatori stavano disputando la loro prima partita ai Mondiali, c'era un po' di tensione".
CENTESIMA PRESENZA IN NAZIONALE
Contro l'Iraq, Mbappé toccherà quota 100 presenze con la Nazionale della Francia:
"È sempre un piacere giocare per la nazionale, non c'è niente di più importante. È un numero storico, soprattutto ai Mondiali, ma il risultato sarà la cosa più importante".
MESSI E HAALAND
Lionel Messi ha agganciato il record di Miroslav Klose, ma non ha stupito Mbappé:
"Sapevo che Leo avrebbe segnato, segna sempre. Io, invece, sono indietro. Non sarò qui a 40 anni, mi avrete già cacciato via prima (sorride, ndr). Non guardo così avanti, voglio godermi questi Mondiali".
Il capitano dei Bleus prosegue: "Messi è il miglior giocatore, insieme a Cristiano, questo è chiaro. Io cerco solo di aiutare la mia squadra a vincere un altro Mondiale. Il resto è solo dibattito per i giornalisti".
La sfida con Erling Haaland? "In questo momento non sto pensando a Haaland, forse loro stanno pensando a noi, ma io sto pensando all'Iraq".
"MLS? BECKHAM ME NE PARLA..."
Mbappé poi si sofferma sul futuro, mostrandosi freddo di fronte alla possibilità di diventare allenatore una volta appesi gli scarpini al chiodo:
"Non penso necessariamente a diventare un allenatore, sono solo un appassionato di questo sport, mi piace capire i minimi dettagli e imparare".
E parlando di un futuro più prossimo, l'attaccante del Real Madrid non chiude la porta a un'esperienza in MLS un giorno:
"Gli Stati Uniti hanno una cultura diversa dalla nostra, ho sempre amato questa cultura dove l'ambizione non conosce limiti. Verrò qui prima della fine della mia carriera? Forse, non lo so. David Beckham (proprietario dell'Inter Miami, ndr) me ne ha parlato molte volte. Vedremo, non lo so".
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