Messe in latino e ordinazioni “illegali”: sospeso l’ex parroco di Brusimpiano. Bandito per cinque anni dalla Diocesi

20 Maggio 2026 - 02:19
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Messe in latino e ordinazioni “illegali”: sospeso l’ex parroco di  Brusimpiano. Bandito per cinque anni dalla Diocesi
Brusimpiano - Chiesa parrocchiale Santa Maria Nascente

Sospeso e bandito per cinque anni dal territorio dell’arcidiocesi ambrosiana: la Curia di Milano ha deciso un provvedimento duro per don Nicolò Casoni, già parroco di Santa Maria Nascente a Brusimpiano.

La comunicazione ufficiale è competenza del Vicario episcopale di Varese, don Franco Gallivanone, ed è stata letta nelle messe domenicali del 17. Nel documento, la Diocesi sottolinea che don Casoni è stato oggetto di un processo canonico penale per aver partecipato a celebrazioni e ordinazioni “illicitamente”, cioè presiedute da un vescovo esterno alla Diocesi e non autorizzate dall’Arcivescovo di Milano: “Consentendo a delle ordinazioni illecite, don Nicolò è infatti venuto meno al rispetto della comunione ecclesiale: la corretta successione del sacramento dell’ordine è garanzia irrinunciabile per la verità dell’essere Chiesa.”

La comunicazione prosegue ricordando che in una fase iniziale don Casoni aveva mostrato “segni di pentimento” e aveva rinunciato all’ufficio di parroco, ma successivamente non ha mantenuto gli impegni presi con l’Ordinario diocesano, rifiutando nuovi incarichi ministeriali proposti dall’Arcivescovo.

La lettera ufficiale spiega inoltre che, anche negli ultimi mesi, don Casoni ha celebrato messe in strutture private o abitazioni civili, con la partecipazione di un diacono il cui ministero è stato giudicato “formalmente proibito”.

C’è poi un altro punto: “Don Nicolò continua a celebrare Sante Messe utilizzando i testi liturgici ambrosiani antecedenti al Concilio Vaticano II, pur non essendogli consentito”. In sostanza: celebrava in latino, una modalità che è strettamente normata (solo in certi luoghi e con sacerdoti autorizzati).

In conseguenza di queste violazioni del diritto canonico, il 26 febbraio 2026 è stato emesso un apposito decreto penale extragiudiziale con il quale si è deciso di infliggere a don Casoni la pena della sospensione da tutti gli atti della potestà d’ordine e la proibizione di dimorare nel territorio dell’Arcidiocesi di Milano per cinque anni. Inoltre gli è stata imposta la proibizione, sempre per cinque anni, di ricevere confessioni e di predicare. La comunicazione precisa che, allo stato attuale, don Casoni non può esercitare alcun atto ministeriale (comunione, matrimoni, battesimi), tranne l’assistenza a fedeli in pericolo di morte.

La Diocesi conclude la comunicazione con un messaggio di comunione e fiducia nella missione ecclesiale, ringraziando i sacerdoti che hanno offerto sostegno alla comunità e richiamando le parole di Papa Leone circa “una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato.”

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