Messi fa la storia e si commuove: “Sono stati giorni difficili”. Il racconto della serata del calciatore con più goal ai Mondiali con Klose e con Mbappé che incombe

17 Giugno 2026 - 10:48
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Le parole, le lacrime e i record della Pulce in una serata da sogno.

Lionel Messi, ancora lui, sempre lui. Chi vuole vincere i Mondiali deve fare i conti con la Pulce e la sua Argentina anche 4 anni dopo il trionfo della Seleccion a Qatar 2022. La tripletta con cui il giocatore dell’Inter Miami ha debuttato nel suo sesto e ultimo torneo iridato è diventata subito iconica, un instant classic consegnato al mito di questo sport per molti motivi. Perché l’ha fatta a 38 anni, 39 tra una settimana, perché lo incorona come miglior marcatore di sempre dei Mondiali, insieme a Klose, e perché ricorda a quanti magari credevano fosse ormai sul viale del tramonto, a quanti se l’erano forse dimenticato, che lui c’è ancora e che anche i nuovi imperatori del calcio di oggi, come Mbappé e Haaland, devono ancora farne di strada per andare a prenderlo.

Argentina-Algeria è stata un microcosmo nel macrocosmo della carriera di Messi, c’è stata tutta la Pulce in quegli ottanta minuti in campo. Il talento, i goal, i casi arbitrali, i record, le lacrime, il mito. Gli spettatori riunitisi a Kansas City sono stati testimoni di una delle partite più incredibili di una carriera già di per sé leggendaria, di un 3-0 e di una tripletta storica – quasi inattesa, anche se si parla comunque dell’otto volte Pallone d’Oro – che lo ha trasformato nel miglior marcatore della storia del Mondiale con 16 goal adesso, tanti quanti Miroslav Klose. A 38 anni, quasi 39, il suo sesto e ultimo Mondiale non poteva cominciare meglio.


A rendersi conto della straordinarietà della cosa è stato lo stesso Leo che, dopo la prima rete, si è commosso. Lacrime che raccontano di un momento difficile di cui ha parlato lui stesso a bocce ferme. “La verità è che, per una questione che con lo sport non c’entra niente, ho passato dei giorni difficili, complicati. Però voglio ringraziare tutta la delegazione, tutti i miei compagni perché mi sono stati sempre accanto, dandomi molta forza per farmi stare bene”, ha detto.


Quindi ha aggiunto, ringraziando i compagni della Seleccion. “Tutto quello che sto vivendo ora è fantastico. Ho avuto la fortuna di realizzare tutti i miei sogni e l’ho fatto a livello di gruppo, che mi ha portato a un livello più alto di quello che avrei potuto ottenere a livello individuale. Mi godo un gruppo fantastico che mi fa sentire bene, mi diverto ancora sul campo come ho sempre amato fare. Onestamente, tutto quello che ho vissuto è molto più di quanto avrei mai potuto immaginare da bambino. A me piace competere, dare il massimo: se potrò continuare a farlo e starò bene, continuerò a farlo. Il calcio mi piace, è la passione che ho da quando sono bambino e quando mi sento bene do il massimo. In questi giorni stiamo guardando la serie su Rafa Nadal e mi identifico molto in lui: credo che in questo siamo simili”.


Sul record, dice: “È un onore stare lì per quello che significa. Però per me sono statistiche: in quella classifica ci sono anche Ronaldo e Mbappé, che di goal nella sua prima partita ne ha segnati due. Sono statistiche per me, ovviamente è un lusso poter competere con loro ma sono solo statistiche. Ronaldo per me è stato il più grande goleador e non è primo. È una statistica”. Con questi goal, infatti, Messi è il giocatore con più marcature nei Mondiali (16), come Klose, a +2 su Mbappé che però incombe e proverà il sorpasso.


L’Argentina se lo gode, il ct Scaloni se lo gode. “Leo è inspiegabile per quello che fa. Ma lo fa da 20 anni”, ha commentato l’ex Lazio. Proprio quei vent’anni che, per uno strano gioco del destino, ricorrevano tra il debutto al suo primo Mondiale – 16 giugno 2006, con rete alla Serbia – e il 16 giugno 2026, giorno della tripletta e del record di goal. E di record Messi ne continua ad accumulare a caterve. È sempre di più il calciatore con il maggior numero di partite giocate (27 con quella contro l’Algeria), ha raggiunto le 200 presenze in nazionale e i 120 goal. È diventato, a 38 anni e 357 giorni, il più vecchio giocatore di sempre a segnare più di un goal nella stessa partita di un Mondiale, battendo Roger Milla.


E pensare che tutto poteva finire già dopo mezzora, dopo il primo goal. Al 31’, infatti, si era reso protagonista di un brutto fallo da dietro ai danni del difensore algerino Aissa Mandi. L’intervento con il piede a martello tra polpaccio e tendine d’Achille poteva costare addirittura l’espulsione alla Pulce che però non è stato punito neanche con il cartellino giallo. Scansato il pericolo, Messi ha segnato altri due goal e scritto un altro pezzo di storia.

 

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