Meta acquisisce ARI, la startup che vuole dare un cervello ai robot
Come nell'AI, così nella robotica, i giganti della tecnologia si contendono i migliori talenti per portare gli automi antropomorfi nella nostra quotidianità. L'ultimo grande movimento riguarda Meta, la società capitanata da Mark Zuckerberg, che ha portato a termine l'acquisizione di una promettente azienda emergente. La mossa è oculata e mira a colmare il vero collo di bottiglia di questo mercato, ovvero la parte relativa al software di controllo.
Mentre l'attenzione del pubblico si concentra spesso sull'hardware e sul design dei macchinari, la vera sfida risiede nel cervello digitale che permette ai robot di muoversi e apprendere. Ormai i movimenti vengono padroneggiati abbastanza bene, a esclusione di elementi complessi come le mani, che per eguagliare la destrezza umana, avranno bisogno ancora di molti affinamenti. E anche su questo l'azienda sta lavorando.
In efffetti, sembra che Meta voglia fare le cose in grande, creando un sistema operativo universale, simile a ciò che Android rappresenta per gli smartphone e che possa essere concesso in licenza ad altri produttori.
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