Meta ammette, gli agenti AI evolvono più lentamente di quanto sperato

03 Luglio 2026 - 13:40
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Ancora una volta pare che i grandi CEO si siano dimenticati che molto spesso le tecnologie NON evolvono in modo lineare, anzi: progrediscono molto rapidamente, ma raggiunto un certo livello esiste la possibilità concreta che si fermino del tutto. E Meta sembra iniziare a rendersi conto che la curva evolutiva dell’AI non si sia certo già appiattita, ma stia cominciando ad addolcirsi. Lo ha affermato in modo piuttosto diretto di recente lo stesso Mark Zuckerberg, durante una riunione plenaria (le cosiddette “town hall”) con i dipendenti.

Stando a quanto riporta Reuters, il fondatore della società ha ammesso che lo sviluppo degli agenti AI non sta procedendo con la velocità inizialmente prevista in passato. Il problema è che Meta ha agito, in base a queste previsioni: all’inizio dell’anno ha ridotto il proprio organico di circa 8.000 dipendenti, pari a circa il 10% della forza lavoro aziendale, e ne ha riallocati 7.000 lavoratori presso team dedicati all’AI, inclusa una divisione specializzata nello sviluppo e nell’integrazione degli agenti; al tempo stesso, ha fatto investimenti che definire “ingenti” è riduttivo (si parla di decine di miliardi di dollari) in chip e infrastrutture per datacenter.

Durante la conferenza Zuckerberg ha riconosciuto che il processo di ristrutturazione non si è svolto nel modo più lineare possibile, e ha detto che le decisioni sono state prese in un clima di forte pressione competitiva - in sostanza la dirigenza temeva di non muoversi abbastanza rapidamente nel settore AI e di rimanere indietro. Meta non sta ancora gettando la spugna, beninteso: si dichiara fiduciosa sulla possibilità di osservare risultati più tangibili entro i prossimi tre-sei mesi.


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