Migliaia di studenti in piazza per il “No Meloni Day”. La premier alle opposizioni: “Condannare le violenze”

17 Ottobre 2026 - 09:20
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Migliaia di studenti in piazza per il “No Meloni Day”. La premier alle opposizioni: “Condannare le violenze”

Dal degrado nelle scuole al carovita, dalla precarietà all’aumento della spesa militare e le politiche scolastiche dell’esecutivo: i giovani hanno alzato la voce oggi per il “No Meloni Day”. La protesta studentesca ha attraversato l’Italia, da Torino a Roma passando per Milano e Bologna, con manifestazioni, tra le altre città, anche a Genova, Firenze, Bari, Treviso, Verona e Cagliari. Migliaia di giovani sono scesi in piazza sull’onda delle mobilitazioni che interessano anche Francia e Spagna, chiedendo più risorse per l’istruzione e meno investimenti nelle spese militari. “Meno armi e più diritti” è lo slogan che riassume la contestazione segnata anche da alcuni scontri con le forze dell’ordine, lanci di pietre e bottiglie, interventi della polizia.

La condanna di Meloni e Valditara

Violenze condannate dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione, penso sempre che sia un fatto bello nella democrazia che le persone vogliano dire la loro. Cosa diversa è la violenza. Cosa diversa sono le bombe carta. Cosa diversa è aggredire le Forze dell’Ordine”.

E poi l’appello, con tanto di frecciatina, alle opposizioni: “Non voglio polemizzare su questo tema. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni numerose, numerosissime, partecipatissime, bellissime, senza violenza. Su questo chiedo chiarezza da parte di tutti, chiedo che tutte le forze politiche italiane condannino la violenza e non abbiano su questo timidezze. Perché è un fatto di responsabilità e ci riguarda tutti. Per il resto sono sempre contenta quando le persone partecipano”.

Durissima la reazione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”.

Tensioni a Torino

Le tensioni più forti si sono concentrate a Torino, che già da qualche giorno vive la contestazione con la pesante occupazione di diversi istituti scolastici, e dove oltre 5mila manifestanti, secondo le prime stime, hanno attraversato il centro cittadino questa mattina dietro striscioni come “No alla propaganda razzista”, e “L’école est à nous”. Sono state imbrattate di rosso e calpestate le immagini della premier Giorgia Meloni, dei ministri Valditara e Guido Crosetto, della segretaria del Pd Elly Schlein e il logo di Leonardo, mentre davanti all’Ufficio scolastico regionale sono state lanciate uova e dato alle fiamme un carro armato di cartone.

Migliaia di studenti in piazza per il “No Meloni Day”. La premier alle opposizioni: “Condannare le violenze”
Manifestazione studentesca a Torino, 16 ottobre 2026 (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

La protesta si è quindi spostata verso il grattacielo Intesa Sanpaolo, dove sono state scagliate pietre e bottiglie contro gli agenti ma il momento di massima tensione è poi arrivato in piazza Castello, davanti alla Prefettura: la polizia è intervenuta con idranti, lacrimogeni e una carica di alleggerimento. A frapporsi tra manifestanti e forze dell’ordine un gruppo di insegnanti, che formando una catena umana, tenendosi per mano, ha tentato di scongiurare ulteriori scontri.

Migliaia di studenti in piazza per il “No Meloni Day”. La premier alle opposizioni: “Condannare le violenze”
SManifestazione studentesca a Torino, 16 ottobre 2026 (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

I cortei a Roma, Bologna e Milano

La contestazione ha raggiunto anche il cuore delle istituzioni scolastiche nella Capitale. A Roma il corteo è arrivato davanti al ministero dell’Istruzione tra cassonetti rovesciati, petardi, fumogeni e lanci di farina e bottiglie. Le immagini saranno vagliate dalla Digos per individuare i responsabili e ricostruire le singole condotte, fanno sapere dalla questura. Il Mim denuncia insulti e minacce contro Meloni e Valditara, il danneggiamento della bandiera italiana e aggressioni alle forze dell’ordine.

A Bologna circa duemila studenti, tra universitari e ragazzi delle superiori, hanno sfilato dietro lo striscione “Soldi alla scuola non alla guerra, Valditara vogliamo risposte”. Nei pressi della stazione si sono verificati lanci di sassi, bottiglie e uova contro gli agenti, mentre alcuni incappucciati sono stati fermati dagli stessi manifestanti e dalla polizia.

Diverso l’epilogo a Milano, dove alcune migliaia di giovani hanno attraversato il centro con il corteo “Nessuno è straniero” e occupato l’ex obitorio comunale di via Francesco Sforza, destinato a diventare un polo didattico dell’Università Statale.

Salvini: “Non sono studenti, sono criminali”

Se nelle piazze prevalgono le richieste pacifiche di una scuola più finanziata e meno legata alle logiche della guerra, gli episodi di violenza alimentano lo scontro con l’esecutivo. Netto il vicepremier Matteo Salvini, che distingue tra le proteste “civili, colorate, festose e giustamente oppositive” e quelle sfociate in disordini: “Abbiamo studenti che lanciano pietre e sassi contro la polizia: quelli non sono studenti, sono criminali e delinquenti, che è un’altra cosa”.

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