Migranti, altro che soccorsi: le immagini inchiodano la Sea Watch e il suo appuntamento in mare con gli scafisti per il trasbordo dei passeggeri

16 Luglio 2026 - 20:15
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Migranti, altro che soccorsi: le immagini inchiodano la Sea Watch e il suo appuntamento in mare con gli scafisti per il trasbordo dei passeggeri

Migranti, l’appuntamento della vergogna filmato da Frontex e rilanciato da “Il Giornale” smaschera l’appuntamento in mare aperto tra scafisti e Ong

Potremmo intitolare l’ultimo capitolo di questa lunga saga sui migranti e la battaglia contro la tratta di esseri umani “il rendez-vous della vergogna”: ed è quello che vede trafficanti e Ong a braccetto in mare aperto per il trasbordo dei passeggeri…

Migranti, salvataggi solo umanitari? Le immagini che incastrano Ong e scafisti

Altro che “salvataggi umanitari” e retorica buonista progressista insomma: basta ipocrisie. Le immagini pubblicate in esclusiva da Il Giornale squarciano definitivamente il velo della narrazione “falsata” che arriva da alcune procure o da certi guru del mainstream, avvolge le attività delle Ong nel Mediterraneo, in particolare dei “talebani dell’accoglienza” della Sea Watch.

Macché: c’è chi ha le prove dell’ultimo “rendez-vous” della vergogna tra trafficanti e Sea Watch

Stando ai fotogrammi catturati dall’aereo Frontex Eagle 1, rilanciati dal quotidiano milanese, e che documentano una sorta di appuntamento avvenuto l’11 maggio a 27,7 miglia dalla Libia, l’occhio indiscreto catturerebbe l’immagine di un trafficante con volto coperto da passamontagna e tuta militare nell’atto di salutare con il pollice alzato gli “umanitari” della Sea Watch 5, dopo aver consegnato loro i passeggeri clandestini partiti da Sabratha.

Come a dire: nessuna situazione di pericolo. Mare piatto e vento in poppa per una fitta collaborazione bilaterale, suggellata da quel segno di “Ok”. Ossia: il sospetto di un accordo tacito che ha spinto la Procura di Brindisi a iscrivere nel registro degli indagati il comandante della nave, l’olandese Anne Van Damme, con l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Migranti, il 12 luglio a Carrara uno degli ultimi sbarchi della Ong

Mentre la portavoce della Ong tedesca, Giulia Messmer, grida all’indignazione parlando di «attacco del governo italiano», la realtà dei fatti parla di navi che continuano imperterrite a scaricare immigrati sulle nostre coste, come gli ultimi 50 sbarcati a Marina di Carrara, appena lo scorso 12 luglio. Quando l’imbarcazione è approdata alla banchina Taliercio dello scalo intorno alle 18.45 circa.

E quando, dopo lo sbarco, iniziato a ridosso dell’arrivo, tutti i migranti sono stati accompagnati al vicino complesso fieristico di Imm-Carrara Fiere, dove sono state effettuate le procedure previste per la prima accoglienza. Operazioni che si sono concluse intorno alle ore 22, quando tutti i 50 migranti avevano ormai lasciato il porto.

L’intervento è stato coordinato dalla Prefettura di Massa-Carrara, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, del Comune di Carrara, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e delle forze dell’ordine impegnate nelle diverse fasi dello sbarco. Ossia quando tutta l’ingente macchina dell’accoglienza e dei controlli relativi si è immediatamente messa in moto…

Le immagini confermano il business in atto da anni degli scafisti

Non sorprende dunque che sulla vicenda sia intervenuto duramente il leader della Lega e ministro Matteo Salvini, che ha commentato gli scatti pubblicati senza mezzi termini: «Altro che soccorsi, queste immagini mostrano un vero e proprio passaggio di consegne tra trafficanti di esseri umani e Ong. È la conferma di quello che denunciamo da anni: esiste un sistema che favorisce l’immigrazione clandestina e alimenta il business degli scafisti».

Salvini: «Chi sbaglia e viola le nostre leggi deve pagare, senza sconti»

Concludendo: «Chi sbaglia e viola le nostre leggi deve pagare, senza sconti», tuona il vicepremier e ministro della Lega. Aggiungendo in calce: «Difendere i confini italiani non è un reato, è un dovere morale e politico». Le prove video ora sono al vaglio degli inquirenti. Ma per l’opinione pubblica il quadro è già chiarissimo: la farsa dei soccorsi – e del buonismo legato a fil doppio al pietismo dell’accoglienza coatta promulgato a spron battuto dalla sinistra – è finita.

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