Riforma voto estero, Vaccaro (CGIE): “Umiliata la dignità degli italiani all’estero”

16 Luglio 2026 - 20:25
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Riforma voto estero, Vaccaro (CGIE): “Umiliata la dignità degli italiani all’estero”

Non si placano le reazioni dopo l’approvazione alla Camera dell’emendamento che ridisegna la Circoscrizione Estero nell’ambito della riforma della legge elettorale. Tra le voci più critiche c’è quella di Carmelo Vaccaro, consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) per la Svizzera, che parla di una decisione destinata a segnare profondamente il futuro della rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo.

In una lunga nota, Vaccaro definisce il voto di Montecitorio «l’ennesima umiliazione inflitta a oltre sette milioni di italiani residenti all’estero», accusando la maggioranza di aver compromesso un sistema costruito in oltre vent’anni di esperienza democratica.

“Una pagina che rischia di passare alla storia”

«Avevo sperato fino all’ultimo che quanto accaduto non si verificasse, anche per rispetto della memoria di quanti hanno contribuito a restituire dignità a noi emigrati che, con il Tricolore cucito sul petto, siamo partiti alla ricerca di un futuro che la politica della nostra amata Patria non è mai stata in grado di garantire alle giovani generazioni», afferma Vaccaro.

Secondo il consigliere del CGIE, il 15 luglio 2026, giorno dell’approvazione della riforma da parte della Camera, rappresenta una data destinata a rimanere nella storia della rappresentanza degli italiani all’estero.

«Si chiude una pagina che rischia di passare alla storia come l’ennesima umiliazione inflitta agli italiani residenti oltre confine e come un ulteriore colpo alla loro rappresentanza parlamentare».

“Non è una modifica tecnica, cambia l’architettura della rappresentanza”

Vaccaro contesta l’idea che la riforma possa essere considerata un semplice intervento di carattere tecnico.

A suo giudizio, il provvedimento modifica profondamente il principio che aveva ispirato la nascita della Circoscrizione Estero: garantire una rappresentanza differenziata alle diverse comunità italiane distribuite nel mondo.

«La modifica interviene direttamente sull’architettura della rappresentanza costruita con l’istituzione della Circoscrizione Estero, che aveva riconosciuto il principio secondo cui comunità geograficamente, socialmente e culturalmente differenti meritano una rappresentanza specifica».

Con il nuovo sistema, osserva Vaccaro, milioni di cittadini residenti in continenti diversi saranno chiamati a eleggere i propri rappresentanti all’interno di aree elettorali molto più vaste e meno omogenee.

“Così si indeboliscono le comunità italiane nel mondo”

Tra le principali preoccupazioni espresse dal consigliere del CGIE vi è il rischio che le specificità delle singole collettività italiane vengano progressivamente cancellate.

«Le esigenze degli italiani residenti in America Latina non coincidono necessariamente con quelle delle comunità presenti in Nord America, Asia, Africa o Oceania. Eppure queste realtà saranno accorpate nella stessa grande area elettorale».

Secondo Vaccaro, una simile impostazione renderà molto più difficile costruire una rappresentanza realmente vicina ai territori e capace di interpretarne le esigenze.

Campagne elettorali più costose e meno pluralismo

Un altro punto critico riguarda le conseguenze pratiche della riforma sulle future campagne elettorali.

L’ampliamento delle circoscrizioni comporterà infatti collegi molto più estesi, con inevitabili ricadute sull’organizzazione delle candidature.

«Le campagne elettorali diventeranno molto più complesse e costose», sostiene Vaccaro.

Una situazione che, secondo il consigliere del CGIE, rischia di favorire le grandi strutture partitiche a discapito dei candidati maggiormente radicati nelle comunità locali.

«Si ridurrà ulteriormente il pluralismo e la possibilità per le diverse realtà dell’emigrazione italiana di vedere rappresentate le proprie specificità».

“Inascoltati gli appelli delle opposizioni”

Vaccaro ricorda anche il confronto parlamentare che ha preceduto l’approvazione della riforma.

«Non sono bastati i tentativi di persuasione e di confronto promossi dai parlamentari del Partito Democratico, di Azione e delle altre forze di opposizione. Gli altri, per convenienza o per silenzioso opportunismo, hanno preferito tacere».

Per il consigliere del CGIE, la maggioranza ha scelto di procedere senza tenere conto delle preoccupazioni espresse da milioni di italiani residenti all’estero.

Un dibattito destinato a proseguire

L’approvazione dell’emendamento alla Camera rappresenta uno dei passaggi più discussi della riforma della legge elettorale.

Il nuovo assetto prevede due circoscrizioni per la Camera — Europa e Resto del Mondo — e un collegio unico mondiale per il Senato, una scelta che continua a dividere politica e organismi di rappresentanza degli italiani all’estero.

Le dichiarazioni di Carmelo Vaccaro si aggiungono alle numerose prese di posizione arrivate nelle ultime ore da parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero e da rappresentanti delle comunità italiane nel mondo, confermando come il tema della rappresentanza degli oltre sette milioni di connazionali residenti fuori dall’Italia resti uno dei più delicati del dibattito politico nazionale.

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