Migranti, crollano gli arrivi irregolari in Europa: – 40%. E nel Mediterraneo centrale sono dimezzati

12 Giugno 2026 - 16:11
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Migranti, crollano gli arrivi irregolari in Europa: – 40%. E nel Mediterraneo centrale sono dimezzati

Migranti, crollano gli arrivi irregolari in Europa: – 40%. E nel Mediterraneo centrale sono dimezzati

Drastico calo degli arrivi di migranti irregolari in Europa: nel primi cinque mesi del 2026 c’è stata una riduzione di quasi il 40% di attraversamenti rispetto al 2025. La riduzione arriva al 49% se si isola la rotta del Mediterraneo centrale, quella che interessa direttamente l’Italia. Aumentano invece notevolmente i passaggi attraverso il Mediterraneo Occidentale, quello che porta verso la Spagna. A rilevarlo sono i dati preliminari di Frontex, l’agenzia Ue per la gestione delle frontiere, rilasciati in occasione dell’entrata in vigore del nuovo Patto su migrazioni e asilo, fortemente voluto proprio dall’Italia.

Al via il nuovo Patto Ue su migrazioni e asilo

Il calo, sottolinea l’agenzia, si deve alla cooperazione con i Paesi extra Ue e alle misure preventive adottate nei principali Stati di partenza, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni dirette verso l’Europa. I dati, insomma, confermano che i flussi migratori non sono ingestibili e incontrollabili, ma strettamente connessi al tipo di politiche che si adottano. Si tratta di un segnale ancor più positivo alla luce dell’entrata in vigore del nuovo Patto su migrazioni e asilo. «Da oggi – ha detto Hans Leijtens, direttore esecutivo di Frontex – chiunque arrivi alle frontiere esterne dell’Europa dovrà essere identificato, registrato e sottoposto a controlli secondo gli stessi standard, ovunque si trovi. Il patto unifica 27 diverse procedure in un unico sistema, e gli agenti di Frontex saranno sul campo fin dal primo giorno per contribuire alla sua attuazione».

I dati Frontex sui migranti irregolari in Europa

In termini assoluti, gli attraversamenti in entrata da gennaio a maggio di quest’anno sono stati 39mila e, nonostante la grave situazione di incertezza provocata dalla crisi in Medio Oriente, allo stato attuale non si registra un cambiamento significativo alle frontiere esterne dell’Ue. Resta elevatissimo il tributo di vite pagato allo spregiudicato traffico di uomini: secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dall’inizio dell’anno nel Mediterraneo sono morte quasi 1.300 persone.

Sulla rotta del Mediterraneo centrali arrivi dimezzati

Circa 11.600 arrivi sono stati registrati sulla rotta del Mediterraneo centrale, che resta la più trafficata, ma anche quella dove le politiche di contrasto hanno dato i risultati maggiori, con un calo pari quasi al 50% rispetto allo scorso anno. Un dato non inficiato dall’incremento degli avvistamenti registrato a maggio e frutto delle migliori condizioni meteo: i numeri, ha chiarito Frontex, sono rimasti «ben al di sotto» di quelli dello scorso anno. La Libia è stata il principale punto di partenza. Le principali nazionalità sono quelle del Bangladesh, della Somalia e del Sudan.

In calo anche il Mediterraneo Orientale

Assai inferiore il calo di attraversamenti registrato sulla rotta del Mediterraneo Orientale, che è stato del 28%. In termini assoluti i passaggi sono stati 11.500. Il corridoio dalla Libia a Creta è rimasto il più attivo, seguito dagli arrivi nelle isole dell’Egeo e lungo i confini terrestri con la Turchia.

Il Mediterraneo Occidentale in controtendenza

Il Mediterraneo Occidentale è stata, dunque, l’unica rotta principale a registrare un aumento, con circa 7.100 rilevamenti, in crescita del 46% rispetto all’anno precedente. L’Algeria è rimasta il principale Paese di partenza e le Baleari la destinazione più colpita. L’aumento riflette uno spostamento delle rotte del traffico di esseri umani, poiché i controlli più severi in Marocco e sulle vicine rotte dell’Africa occidentale e del Mediterraneo Centrale hanno spinto un maggior numero di partenze dalle coste algerine.

La rotta dell’Africa Occidentale, che porta alle Canarie, ha registrato circa 3.200 rilevamenti, il calo più marcato di tutte le rotte, pari al 71%. Le misure preventive attuate dalla Mauritania a partire dalla primavera del 2025, e più recentemente dal Senegal e dal Gambia in collaborazione con la Spagna e l’Ue, hanno ridotto di molto le partenze. Tuttavia, avverte Frontex, le reti di contrabbando rimangono flessibili e l’attività su questa rotta è volatile e può cambiare rapidamente al variare delle condizioni.

I flussi verso il Regno Unito

I tentativi di fuga verso il Regno Unito attraverso la Manica, che includono sia coloro che sono riusciti a raggiungere il Regno Unito sia coloro a cui è stato impedito di partire, sono diminuiti del 40%, attestandosi a circa 15.200 (è il numero più elevato di tutte le rotte migratorie, con un flusso in uscita e non in entrata, anche se non tutti i tentativi di attraversa la Manica riescono). Un nuovo accordo tra il Regno Unito e la Francia, firmato ad aprile, dovrebbe rafforzare ulteriormente i pattugliamenti lungo la costa francese nei prossimi mesi, prevede Frontex.

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