Milan, Calvelli è il nuovo CEO: ereditate le deleghe di Furlani. Il tetto dei 10 milioni e la rappresentanza nei rapporti con enti e autorità nazionali e internazionali

16 Giugno 2026 - 15:39
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Milan, Calvelli ha ereditato i compiti di Furlani come CEO: esiste un tetto da 10 milioni e l'ex ad rimane formalmente in carica almeno fino a ottobre

Come si apprende in visura, ora può essere considerato ufficiale: Massimo Calvelli è il nuovo CEO del Milan. Il manager toscano,  già CEO International presso RedBird Development Group e Operating Partner presso RedBird Capital Partners, è, a tutti gli effetti, un amministratore con poteri all’interno dell’assetto societario del club di via Aldo Rossi.


Questo è quanto emerso dall'estratto del documento di visura camerale disponibile presso la Camera di Commercio sul ruolo di Calvelli come consigliere del club, aggiornato dopo il CdA milanista dello scorso 29 maggio.


Si tratta di un passaggio che si inserisce nella profonda riorganizzazione avviata il 25 maggio 2026, data che ha segnato la conclusione del “percorso in AC Milan dell’amministratore delegato Giorgio Furlani” e l’inizio della nuova fase dirigenziale e tecnica del Diavolo.



I poteri di Massimo Calvelli: le deleghe conferite dal Consiglio di Amministrazione del Milan

Nel verbale depositato si legge che Massimo Calvelli ricopre la carica di consigliere, con nomina del 5 novembre 2025, iscrizione del 16 dicembre 2025 e durata in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027.

Il Consiglio di Amministrazione del 28 maggio 2026 ha deliberato il conferimento all’amministratore dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione necessari o utili al buon andamento della società e al perseguimento degli scopi sociali, nel rispetto delle materie riservate alla competenza collegiale del CdA e dei limiti previsti dalla normativa e dallo statuto.


). All'interno del documento emergono nel dettaglio i poteri che gli sono stati conferiti con la delibera del 29 maggio, di fatto i compiti da CEO che aveva Giorgio Furlani prima del suo esonero. Tra questi ve ne sono 21 a firma singola ma soggetti a operazioni con un limite di 10 miliioni di euro. Questo tetto non inficia più di tanto sulle deleghe istituzionali o amministrative - come la corrispondenza, i doveri di rappresentanza, i rapporti con enti e federazioni, il coordinamento interno, gli incarichi di referenza e quelli di comunicazione, oltre che la gestione del personale - ma ha un peso sulle deleghe più strettamente operative. Tra queste vi sono i rapporti con i procuratori, la gestione di progetti assegnati all'amministratore delegto, le pratiche del nuovo stadio, acquisti di beni, accordi e contratti di sponsorizzazione, di assicurazione, di pubblicità e soprattutto la gestione della compravendita dei calciatori e dello staff tecnico. In sintesi, questo vuol dire che, da qui fino a che rimarranno in vigore quese deleghe così scritte, per le operazioni di calciomercato da oltre 10 milioni di euro Calvelli dovrà avere l'approvazione della proprietà per farle andare avanti. Vi è poi una lista di 5 punti che potrà approvare a firma congiunta con il CFO/COO Stefano Cocirio tra i 5 e i 20 milioni di euro e che riguardano la gestione bancaria e finanziaria del club.


Dal contenuto del verbale emerge un dato significativo sotto il profilo della governance: Massimo Calvelli dispone oggi delle stesse deleghe che erano attribuite a Giorgio Furlani fino al 25 maggio 2026.

Il conferimento dei poteri rappresenta quindi uno dei passaggi centrali della ristrutturazione societaria avviata dal Milan nelle ultime settimane e certifica formalmente il nuovo assetto operativo del club.




Ecco cosa fa ora Furlani

Giorgio Furlani rimane de iure il CEO del Milan, nonostante non stia più lavorando in via Aldo Rossi da quando gli è stato comunicato il licenziamento. L'ex amministratore delegato rimarrà in carica sicuramente almeno fino al prossimo ottobre, quando nell'assemblea ordinaria dei soci verrà approvato il bilancio dell'ultima stagione che lui stesso ha curato. Le deleghe rimangono quindi a Calvelli che da qui all'autunno opererà di fatto come il CEO del Milan, in attesa di capire come vorrà muoversi la proprietà rossonera.

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