Milan, chi può firmare i contratti? Cardinale può agire con un tetto, Calvell non ha alcuna delega, per ora. Furlani ancora indispensabile

27 Maggio 2026 - 16:28
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Milan, il contratto con un nuovo allenatore a quattro milioni di euro annui rientra esplicitamente tra i poteri dell’Amministratore Delegato, non del consigliere Cardinale.

Lunedì 25 maggio rimarrà alla storia del Milan come la data che ha azzerato tutto: allenatore, direttore sportivo, direttore tecnico e amministratore delegato con una sola nota ufficiale. La domanda che adesso in molti si fanno è la seguente: chi ha il potere di mettere la firma sotto il contratto con il nuovo allenatore, sotto un accordo di mercato, sotto un documento vincolante per la società?


Un interessante approfondimento dell'avvocato Felice Raimondo su Substack, vicino alle vicende di Casa Milan, fa riferimento all'attuale visura Camerale estratto dal Registro delle Imprese ed è, quindi, una fonte primaria. Non una rivelazione o indiscrezione giornalistica.

DODICI NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

L’intestazione della visura riporta “Numero componenti: 12”. Se però si contano i nomi nell’elenco analitico si arriva a dieci: Paolo Scaroni (Presidente), Giorgio Furlani (Amministratore Delegato), Gerald Cardinale Jr, Stefano Cocirio, Randy Lewis Levine, Riccardo Stefanelli, Robert Jay Klein, David Castelblanco, Alfredo Craca e Massimo Calvelli.


Si legge sull'approfondimento di Felice Raimdondo: "Perché conta? Perché lo statuto dell’AC Milan prevede, all’articolo 15, un numero minimo di nove componenti. Con dieci consiglieri in carica, il margine prima di toccare quella soglia critica — quella che imporrebbe una convocazione assembleare d’urgenza — è di un solo consigliere. Un margine sottilissimo, proprio nel momento in cui si discute di cooptazioni, dimissioni e ingressi".

CARDINALE HA POTERI FORMALI CON UN TETTO

Sull'articolo redatto dall'avvocato molisano si legge: "Gerry Cardinale non è un semplice “socio” esterno che impartisce direttive per telefono. È un consigliere del CDA con poteri delegati formalmente conferiti dal verbale del 6 novembre 2025, da esercitarsi a firma singola con facoltà di subdelega. Questo significa che, sul piano giuridico, può agire in nome della società su una serie ampia di materie.

I poteri conferiti a Cardinale includono la rappresentanza generale verso enti pubblici e privati, autorità nazionali e internazionali, federazioni sportive, tribunali di ogni ordine e grado, camere di commercio e uffici marchi. Può firmare la corrispondenza, dare esecuzione alle delibere consiliari, rappresentare il club nelle assemblee delle società partecipate, gestire il dossier stadio, nominare e revocare avvocati e consulenti".

SERVE L'AD PER FIRMARE I CONTRATTI

" Il contratto con un nuovo allenatore a quattro milioni di euro annui — la cifra circolata in queste ore — rientra esplicitamente tra i poteri dell’Amministratore Delegato, non del consigliere Cardinale.

Il verbale del 6 novembre 2025 attribuisce a Furlani, a firma singola fino a 30 milioni per operazione, il potere di negoziare, stipulare, modificare e risolvere — tra gli altri — gli “accordi per la definizione del rapporto relativo alle prestazioni sportive dei calciatori e gli accordi con allenatori, tecnici e talent scout”. La parola “allenatori” è scritta esplicitamente nel verbale. Non c’è spazio per interpretazioni: quel contratto, nella struttura di poteri vigente, può firmarlo Furlani come AD, oppure il CDA nella sua collegialità attraverso una delibera apposita.

Furlani non ha ancora firmato le proprie dimissioni da AD, né il CDA ha ancora deliberato la revoca della sua delega — almeno non risulta da documenti pubblici alla data in cui questo articolo viene scritto. Finché quella situazione non si risolve in uno dei modi previsti, il Milan non può perfezionare il contratto con il nuovo allenatore senza o Furlani o una delibera consiliare urgente. Ecco perché la convocazione del CDA nelle prossime ore non è una formalità: è una necessità operativa.

Per le operazioni di importo compreso tra 30 e 100 milioni — le grandi cessioni o le acquisizioni rilevanti — la struttura era ancora più articolata: firma congiunta tra Furlani e Cardinale (o in alternativa tra Furlani e Scaroni). Senza un AD operativo, anche quelle operazioni richiedono una delibera collegiale per ciascuna. In piena sessione estiva di mercato, questo meccanismo diventa un collo di bottiglia".


La visura camerale estratta il 2 marzo 2026 fotografa la struttura dei poteri in quella data. Non necessariamente quella di oggi.

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