Milan, il vero mistero è Ibrahimovic: qual è il suo vero ruolo e qual è la sua influenza sulle prossime decisioni sul futuro rossonero. Il nodo è la figura di Rangnick
Il senior advisor di Red Bird partirà a breve per gli Stati Uniti per commentare i Mondiali per Fox Sports
In uno dei momenti più delicati, caotici e frenetici della recente storia del Milan, c'è una domanda che ha la precedenza su tutto il resto. Più importante del nome dell'allenatore che prenderà il posto di Massimiliano Allegri, più importante del profilo che sarà selezionato per l'incarico di direttore sportivo che dovrà occuparsi delle trattative in entrata e in uscita o del direttore tecnico che darà l'indirizzo al nuovo progetto rossonero. Ossia, quale sarà il peso specifico di Zlatan Ibrahimovic in tutto questo? Quanto è grande il suo potere decisionale all'interno del Milan e qual è realmente il suo inquadramento nella struttura societaria?
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CHE FA IBRA PER IL MILAN
Domande più che legittime, alle quali sinora la proprietà della società con sede in via Aldo Rossi non ha mai realmente replicato, se non puntualizzando sul fatto che Ibra non figuri nell'organigramma nelle vesti di dirigente ma che si tratti semplicemente di un consigliere molto ascoltato da RedBird e dunque da Gerry Cardinale su tutte le decisioni di carattere calcistico. Un senior advisor che però, stando a quanto è emerso nel tempo mezzo stampa, avrebbe una partecipazione non meglio precisate nel pacchetto azionario del club, avendo deciso di entrare in affari proprio con Cardinale e dunque anche nel dossier Milan.
Ma se nella stagione passata - quella di Paulo Fonseca prima e Sergio Conceiçao poi come allenatori e caratterizzata da due sessioni di calciomercato molto movimentate – Zlatan Ibrahimovic aveva messo la propria faccia in primo piano in diverse occasioni (partecipando ad interviste e conferenze stampa) e si era professato il “boss” del Milan, dopo aver optato per un profilo più basso in quella andata da poco in archivio, cosa ci dobbiamo aspettare per quella che prenderà il via il prossimo 1° luglio?
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HA DECISO SU ALLEGRI
Le recenti cronache rossonere rivelano che Ibrahimovic abbia fatto un certo peso soprattutto nella scelta di concludere dopo solo un anno il secondo ciclo milanista di Massimiliano Allegri in panchina. Complice un rapporto personale mai facile – testimoniato dalle rivelazioni de Il Corriere della Sera sulle presunte interferenze sul lavoro di Allegri, sotto forma di chiamate non gradite ad alcuni esponenti di spicco dello spogliatoio nel corso dell'ultima primavera, col Milan in piena corsa per un posto in Champions League – l'ex campione svedese ha dato l'impressione di voler tornare ad essere grande protagonista ed artefice delle cose rossonere. A maggior ragione dopo il comunicato con cui Red Bird ha spazzato via in un colpo tutta l'area tecnica (con Allegri hanno salutato pure il ds Igli Tare ed il dt Geoffrey Moncada) e pure la figura di riferimento a livello dirigenziale, ossia l'ex CEO Giorgio Furlani.
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DOPPIA LINEA
Ebbene, in questi giorni estremamente concitati nei quali il Milan si interroga sugli uomini da cui ripartire per ricreare un'idea convincente di progetto tecnico e sonda profili molto diversi – Cardinale e Calvelli propenderebbero per Ralf Rangnick come plenipotenziario dell'area sportiva, con uno tra Glasner e Jaissle come allenatore – Ibrahimovic avrebbe invece una linea opposta, per poter mantenere la sua influenza. E dunque spinge per un direttore sportivo come lo spagnolo Oscar Planes e due allenatori, il ct degli Stati Uniti Mauricio Pochettino e l'ex Liverpool Arne Slot, tutti riferibili ad una procuratrice molto vicina ad Ibra come Rafaela Pimenta.
GLI ALTRI AFFARI DI IBRA
La partita in fondo si gioca tutta qui. Perché se l'ex centravanti saprà far valere la propria idea ed “imporrà” i suoi candidati, questo significherebbe che sarebbe realmente lui da considerare come il nuovo uomo al timone del Milan targato Red Bird. Diversamente, qualora prevalesse la linea di Cardinale e Caldelli di delegare la ricostruzione della squadra ad un profilo forte come Rangnick – cedendo alle sue richieste di affidarsi poi a suoi collaboratori di fiducia per tutto il resto – la figura di Ibrahimovic ne uscirebbe profondamente indebolita e ridimensionata. E in tutto questo, nei prossimi giorni è prevista la partenza del gigante di Malmoe per gli Stati Uniti per seguire i Mondiali 2026 per conto di Fox Sports nel ruolo di opinionista di spicco. Mentre a fine agosto è contemplata la sua presenza a Varsavia per un evento pugilistico in compagnia col campione britanicco Tyson Fury, col quale peraltro sarebbe in procinto di investire in un club di quinta serie inglesi secondo le indiscrezioni della stampa d'Oltremanica. La conferma che Ibra, pur volendo mettere bocca sul Milan che verrà, non vuole rinunciare al tempo stesso alle sue numerose collaborazioni su altri progetti che poco hanno a che vedere con la società rossonera.
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