Milan, non pensare a Conte è follia. E se perde Rabiot si sfalda il centrocampo

03 Giugno 2026 - 17:28
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Il momento del Milan, tra rivoluzione in panchina e dirigenza e il rischio di un fuggi fuggi tra i giocatori.

E’ passata più di una settimana dal comunicato di azzeramento di dirigenza e staff tecnico rossonero, e non c’è ancora un sostituto delle figure mancanti. Il Milan è in ritardo e deve cercare di stringere i tempi, mettendo un moto un progetto per ripartire, che abbia possibilmente logica.

 

Non stravedo per Rangnick, credo sarebbe rischioso, ma tra i vari accostamenti al club rossonero è quello con più senso, abbinato a un tecnico a lui vicino, come Glasner appunto. In questo caso Ibrahimovic dovrebbe star fuori dalla stanza dei bottoni.

 

Continuo comunque a ritenere folle non rivolgersi ad Antonio Conte: con tutte le controindicazioni del caso, sarebbe una certezza vera per ripartire. Gli altri, oggi in orbita Milan, sono tutti punti di domanda.

 

 

Poi ci sarà da discutere anche del tema giocatori, che verrà dopo la scelta di dirigenti e allenatore. Ma c’è il rischio fuggi fuggi.

La partenza di Leao non sarà dolorosa, anche se andrà sostituito meglio di quanto fatto nel passaggio da Theo Hernandez e Estupinan. Il ciclo del portoghese, come detto spesso anche qui, era finito già da un pezzo. E’ giusto che le strade si separino, vedremo a quali condizioni economiche: è difficile oggi immaginare possa diventare un affarone per via Aldo Rossi, a cifre importanti.

Credo invece si stia sottovalutando il vero problema e cioè la possibile (o probabile) partenza di Adrien Rabiot destinazione Napoli. Questa sarebbe la notizia più dolorosa: il francese è stato il migliore della stagione, o quanto meno tra i pochissimi positivi.

 

Autore di 5 goal e 4 assist, ha trascinato in alcuni momenti difficili la squadra, tranne nell’ultimissimo mese, ha portato personalità e carattere.

Se perdi Rabiot, oltre a Modric, sfaldi il centrocampo e perdi uno dei pochissimi giocatori di un livello superiore.

 

Credo che il Milan debba fare di tutto per trattenerlo, anche se può essere forte il richiamo del mentore Allegri.

La permanenza aiuterebbe anche i compagni ad avere più fiducia in un progetto che oggi è parecchio sfumato, per usare un eufemismo.

 

La partenza, viceversa, sarebbe un messaggio brutto per tutto l’ambiente, spogliatoio in primis.

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