Milan, tutto sul caso Leao: il retroscena della rottura con Allegri, il prezzo e dove può andare
L'attaccante portoghese ha ribadito la sua volontà di lasciare i rossoneri, che non fanno niente per fermarlo ma temono una svalutazione sul mercato.
Descrivere il momento che sta attraversando il Milan è un esercizio complicato perché si deve sfidare il paradosso. Il club rossonero è nel caos: completamente svuotato a livello dirigenziale e con tanti dubbi su quelli che sarà la rosa della prossima stagione. Mentre i tifosi contestano Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic appendendo manifesti nei punti nevralgici della città, dal Portogallo arrivano delle dichiarazioni di Rafael Leao e sono litri di benzina sul fuoco.
"Non penso di essere stato messo nelle condizioni di giocare nella posizione più adatta per poter fare la differenza. Ho giocato 4/5 mesi infortunato con questa sorte di tendinite, poi aggiungici una posizione che non è la mia e sono arrivato stanchissimo a fine stagione. Qualora ci fosse la possibilità di andare a giocare in Premier sarei veramente contento perché il mio talento sarebbe veramente valorizzato in quel tipo di campionato".
LEAO PUNTA IL DITO CONTRO ALLEGRI: ECCO PERCHE'
In campo è bravo a eludere la marcatura degli avversari e anche fuori davanti alle telecamere. Leao, con un doppio passo degno dei tempi migliori, punta il dito contro Allegri senza mai nominarlo direttamente. I destinatari della missiva sono chiaramente due: il Milan e il tecnico livornese. Rafa imputa al conservatore modulo dell'ultima stagione la responsabilità della sua annata in chiaroscuro ricordando che ha sempre giocato in un ruolo che non considerava suo. Come presentarsi a una serata di gala con un vestito di due taglie più grandi.
Sembra passata una vita dai sorrisi e le coccole della pre-season con Allegri che aveva provato a dare più serenità all'asso portoghese. I due hanno presto imparato a sopportarsi e non supportarsi: mai un vero e proprio scontro diretto ma allo stesso tempo visioni troppe diverse. Sia dal punto di vista tattico che tecnico. La reazione rabbiosa dell'Olimpico al momento del cambio del 15 marzo è stato solo il preambolo di quello che sarebbe successo dopo.
LO ZAMPINO DI IBRA
Il grande tra Rafa e Max scende in primavera, nella prima settimana di aprile, quando vanno in scena le riunioni di mercato della discordia. Ibrahmovic contro Allegri, Allegri contro Ibrahimovic. E lo svedese che contatta telefonicamente sia Leao che Pulisic: "Il mister ha chiesto di mettervi sul mercato ma rimanete focus e sereni, andrà via lui".
Il numero 10 rossonero si sente tradito, ritiene di aver fatto tutto il possibile e anche l'impossibile per aiutare la squadra. Anche da infortunato e senza mai tirarsi indietro. Da quel momento Leao si spegne, in allenamento e anche in campo. Sarà un caso che Allegri decise di puntare su Nkunku e un disastroso Gimenez nell'ultima gara decisiva contro il Cagliari?
PREZZO E DOVE PUO' ANDARE
Leao si è messo in vetrina da solo sfruttando il vuoto dirigenziale del Milan. Ha iniziato a giocare per sé stesso e non di certo per il club rossonero. Le dichiarazioni rese al media portoghese sporttv di sicuro non aiuteranno il prossimo direttore sportivo del Milan nella missione di massimizzare il ricavo della cessione dell'ex Lille.
Per il Milan Rafa può valere 60 milioni di euro sul mercato come valore assoluto ma allo stesso tempo sa che anche un'offerta molto inferiore, nell'ordine dei 45/50 milioni, non può essere snobbata. In questo momento solo il Galatasaray è uscito chiaramente allo scoperto per il nazionale portoghese mentre il ragazzo non sembra sentirci molto da questo orecchio. Altre possibilità portano al Manchester United e all'Al-Hilal dell'amico fraterno Theo Hernandez.
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