Milano 2027, Luca Bernardo vuole riprovarci: “Ora sono un politico”. Ma Tajani vuole un civico

29 Giugno 2026 - 14:32
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Milano 2027, Luca Bernardo vuole riprovarci: “Ora sono un politico”. Ma Tajani vuole un civico

Luca Bernardo torna in campo per Milano. Cinque anni dopo la pesante sconfitta contro Giuseppe Sala, il pediatra e attuale capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino si mette nuovamente a disposizione del centrodestra per la corsa a sindaco. Questa volta, sostiene, con un bagaglio politico e amministrativo molto diverso rispetto a quello con cui affrontò la campagna elettorale del 2021. La disponibilità arriva attraverso un’intervista al Corriere della Sera, nella quale Bernardo rivendica il percorso compiuto in Consiglio comunale e prova a correggere l’immagine lasciata dalla precedente candidatura: quella di un esponente civico scelto in extremis, catapultato nella competizione senza tempo sufficiente per farsi conoscere e senza un autentico investimento da parte della coalizione.

A rendere più singolare il suo ritorno è però la coincidenza con le dichiarazioni del segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani. Proprio mentre Bernardo spiega di essere ormai diventato “un politico a tutti gli effetti”, Tajani indica per Milano la strada opposta: un candidato civico, individuato dai vertici del centrodestra e capace di allargare il perimetro dei consensi. Parole che non sono in realtà una reazione diretta del segretario all’autocandidatura di Bernardo, che resta ad ogni modo anche espressione della società civile milanese. Ma il timing resta in qualche modo emblematico.

Bernardo: “Non è più il 2021, conosco la macchina amministrativa”

Non è più il 2021. Ora conosco la macchina amministrativa, sono diventato un politico a tutti gli effetti”, afferma Bernardo. Il capogruppo azzurro ricorda come la sua prima candidatura fosse arrivata in forte ritardo, a poche settimane dal voto e nel pieno dell’estate. “La mia è stata una candidatura balneare: un mese per correre e, per giunta, in pieno periodo estivo. Per un civico era difficile farsi conoscere. Il centrodestra decise in ritardo”, osserva. Una ricostruzione che richiama uno dei principali problemi della campagna del 2021: l’incapacità della coalizione di individuare per tempo un nome e di costruirgli attorno un progetto politico competitivo. Bernardo ammette anche i propri limiti di allora. Si descrive come “un treno in corsa”, del quale si sentiva soltanto in parte il guidatore perché privo dell’esperienza necessaria. “Questo è un po’ il rischio di scegliere un civico”, sottolinea.

“In quattro anni ho imparato e studiato la città”

È proprio su questo punto che Bernardo fonda la nuova disponibilità. Nei quattro anni trascorsi sui banchi del Consiglio comunale, sostiene di aver acquisito gli strumenti che gli erano mancati nella precedente sfida. “Ho presentato ordini del giorno e mozioni. Ho cercato di imparare, studiare. Conosco la città”, spiega. Un’esperienza che, secondo il pediatra, potrebbe risultare utile a un centrodestra che definisce “confuso” e ancora privo di una visione strategica per il futuro di Milano. La formula proposta è quella di un candidato capace di tenere insieme i due mondi: “Un civico, ma anche politico”. Un profilo che conosca la società milanese ma anche i meccanismi dell’amministrazione e della coalizione. Nel confronto con il possibile candidato Pietro Tatarella, Bernardo riconosce al coordinatore milanese di Forza Italia una solida preparazione politica, ma sottolinea che “sette anni di lontananza dalla vita amministrativa non sono pochi” e che nel frattempo Milano è cambiata profondamente.

Trasporti, casa e sicurezza: le priorità indicate da Bernardo

Bernardo traccia anche le prime linee di un eventuale programma. Al centro mette l’ascolto dei cittadini e la verifica dei risultati dell’amministrazione. In caso di elezione, promette un report periodico sugli obiettivi raggiunti e incontri diretti con i milanesi nel proprio ufficio. Al sindaco Sala riconosce intelligenza, ma contesta una presunta mancanza di empatia nei confronti della città. Le priorità indicate sono i trasporti, il costo della vita, la casa, la sicurezza e i progetti rivolti ai giovani. Quanto all’ipotesi delle primarie, Bernardo si dice contrario: non considera questo strumento il modo migliore per scegliere il candidato. Alla coalizione chiede soprattutto una cosa: decidere, evitando di ripetere i ritardi del 2021.

Tajani gela le primarie e punta sui civici

Nelle stesse ore, però, Antonio Tajani sembra restringere lo spazio per una candidatura costruita sul percorso politico maturato da Bernardo. “Lasciamo perdere le chiacchiere: saranno i vertici a decidere il miglior candidato possibile”, ha dichiarato il vicepremier a Radio 24, chiudendo alla possibilità di ricorrere alle primarie. Il segretario di Forza Italia ha poi chiarito la propria preferenza: “Credo che un candidato civico sia la scelta migliore, perché si allargano i consensi e la base”. Una linea che Tajani intende proporre agli alleati non soltanto per Milano, ma anche per Roma, Torino e Napoli. Il centrodestra rischia ancora una volta di arrivare tardi. La candidatura di Bernardo difficilmente sarà quella attorno alla quale si chiuderà la coalizione. Il suo ritorno, tuttavia, riporta in primo piano una questione che il centrodestra non ha ancora risolto: tempi, metodo e identità del candidato.

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