Milano, arriva Fondazione 19: trasforma un ex hotel in una residenza per studenti fuorisede

06 Giugno 2026 - 13:39
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Milano, arriva Fondazione 19: trasforma un ex hotel in una residenza per studenti fuorisede

Una residenza universitaria all’avanguardia, 12 posti letto a canone calmierato e un modello sostenibile che accolga e sostenga giovani talenti. E’ l’idea di Tommaso Lucca, creatore di Fondazione 19. Dopo 10 anni trascorsi in Spagna ha deciso di tornare nella sua Milano e dare vita a un progetto ambizioso: una rete di case per studenti fuorisede capace di rispondere (anche ma non solo) alla crisi abitativa della città.

La nascita del progetto di Fondazione 19

“Mi sono reso conto del privilegio che ho avuto nell’essere nato a Milano. Quindi ho iniziato a pensare, a cercare di capire come creare un progetto allineato con le mie ambizioni. C’è stata la casualità di aver trovato questo hotel a ore che era in vendita, l’ho acquistato e dato alla fondazione“, dice a LaPresse Lucca, che ha rilevato un ex albergo in Viale dei Mille 48, in zona Dateo, con l’obiettivo di dargli nuova vita e metterlo a disposizione dei tanti ragazzi che ogni anno si affacciano a Milano per intraprendere gli studi. Una categoria di persone che viene colpita in pieno dal caro-affitti della città, dove (secondo Immobiliare.it) il prezzo medio al mese per una stanza singola è di 732 euro.

“Ho deciso di fare una fondazione, senza scopo di lucro, non ho alcun ritorno economico. Tutti gli investimenti vanno nello sviluppo del progetto stesso e nello sviluppo dei giovani, per permettere loro di crescere”, racconta Tommaso che crede nell’opportunità e nella necessità di “accogliere talenti”. A questo serve Fondazione 19 e la sua prima residenza in Viale dei Mille, che verrà ultimata a settembre 2026 e a partire dal 2027 riceverà 12 ragazzi e ragazze da tutta Italia.

Milano, arriva Fondazione 19: trasforma un ex hotel in una residenza per studenti fuorisede
Tommaso Lucca, creatore di Fondazione 19

La residenza di Dateo

L’idea risponde quindi a un bisogno concreto: offrire alloggi di qualità a studenti universitari, fuori sede e meritevoli, che non rientrano nei parametri per accedere agli alloggi pubblici ma che al tempo stesso non riescono a sostenere gli affitti di mercato. Le stanze, ognuna con bagno privato, sono a canone calmierato, a un prezzo inferiore ai 500 euro al mese, spese incluse. Nel grande edificio, inoltre, saranno presenti tre spazi comuni e non mancherà un giardino. Sono previsti anche laboratori, incontri e momenti di condivisione pensati per la crescita dei ragazzi.

La selezione degli inquilini si baserà su età, merito, situazione economica e motivazione personale. “Prendiamo solo 19enni, considerando il voto di maturità e la provenienza geografica. Sceglieremo quindi 12 provenienze diverse. L’alloggio è la piattaforma per l’emancipazione e la crescita del giovane, relazionarsi con 12 culture diverse significa crescere”, racconta Lucca. “Poi ci sarà un test attitudinale che valuterà la maturità del ragazzo o della ragazza. Questo verrà sottoposto a un comitato scientifico di psicologi che sceglierà i 12 finalisti”.

La residenza di Dateo, inoltre, rappresenta solo un punto di partenza. “La mia idea è creare una rete di case per universitari distribuite sulla città di Milano, in vari quartieri. E poi trovare un headquarter dove i ragazzi si possono riunire. Lo sviluppo del progetto quindi passerà sulla creazione di case sul territorio milanese”.

Milano, arriva Fondazione 19: trasforma un ex hotel in una residenza per studenti fuorisede

Milano e il caro-affitti

Tommaso guarda al progetto di Fondazione 19 come a un investimento per il futuro della città e delle nuove generazioni. Ma non solo. Il modello abitativo è volto anche a rispondere alla questione del caro-affitti di Milano. “La risposta è la collaborazione tra pubblico e privato. gli studenti sono la linfa del futuro. E’ la chiave per iniziare un percorso di sensibilizzazione, comunicazione, costruzione di un progetto tra amministrazione pubblica e privato”, spiega.

Milano è come un aereo in quota, dobbiamo cercare di mantenerlo, far si che non precipiti, che non ci sia un forte contrasto sociale. Adesso che è bella e attraente per i turisti, in futuro deve diventare anche una città di riferimento nell’attrazione e sviluppo del talento. Vorrei che tra 10-15 anni Milano fosse una Boston europea e che ci fosse un tessuto privato capace di supportare le università nel mantenimento del talento nella città”.

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