Mondiali 2026, la Francia non perde tempo: è già pronto il sostituto di Didier Deschamps
La fine di un’era è ormai questione di giorni: Didier Deschamps chiuderà la sua lunga avventura sulla panchina della Francia sabato 18 luglio, nella finale per il terzo posto dei Mondiali 2026. Sarà l’ultima partita di un ciclo, iniziato a fine 2012, che ha segnato profondamente la storia recente dei Bleus: un Mondiale vinto nel 2018, una Nations League nel 2021, la finale di Euro 2016, la finale dei Mondiali 2022 e tre piazzamenti consecutivi tra le prime quattro del mondo (2018, 2022, 2026). Numeri che raccontano una continuità rara per una nazionale.
La Federazione francese, però, non vuole perdere tempo ed è già pronta a cambiare pagina: al fischio finale della “finalina” inizierà ufficialmente il conto alla rovescia verso il nuovo commissario tecnico, con un nome che circola da diverso tempo e che ora sembra pronto a diventare realtà: Zinedine Zidane.
Zizou non allena dal 2021, anno in cui si è conclusa la sua seconda parentesi al Real Madrid. Da allora ha rifiutato ogni proposta che non fosse quella della nazionale francese: niente club, niente progetti alternativi, solo l’attesa, lunga e paziente, della fine del contratto di Deschamps. I media transalpini non hanno dubbi: il suo futuro passerà dalla panchina dei Bleus.
Il curriculum di Zinedine Zidane da allenatore parla da solo: tre Champions League, due Coppe del Mondo per club, due campionati spagnoli, due Supercoppe UEFA, due Supercoppe di Spagna. Un palmarès che lo rende uno dei tecnici più vincenti della sua generazione, nonostante i pochi anni in panchina. Al resoconto dei trofei va poi aggiunto tutti quello che Zidane ha vinto da calciatore con le maglie di Bordeaux, Juventus, Real Madrid e con la stessa selezione francese, contribuendo alla doppietta Mondiale 1998-Europeo 2000.
L’addio di Deschamps arriva al termine di un percorso a propria volta straordinario, costruito sulla solidità, sulla gestione dei momenti chiave e sulla capacità di mantenere la Francia stabilmente ai vertici del calcio mondiale. La semifinale persa contro la Spagna ha chiuso un cerchio iniziato quattordici anni fa, quando la Federazione gli affidò una nazionale da ricostruire dopo anni turbolenti. Sabato, contro la perdente dell’altra semifinale, sarà la sua ultima uscita. Poi, inevitabilmente, si aprirà una nuova pagina.
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