Cittadinanza italiana ai discendenti dei trentini emigrati: la Trentini nel Mondo applaude il voto unanime del Consiglio provinciale
L’unanimità con la quale il Consiglio provinciale ha oggi approvato la «proposta di voto» sul diritto alla cittadinanza italiana per i discendenti dei trentini emigrati all’estero rappresenta, per la Trentini nel Mondo, una preziosa conferma dell’attenzione che il mondo politico continua a riservare all’emigrazione trentina.
L’Associazione condivide sia la richiesta di «riaprire la finestra per la richiesta di cittadinanza italiana ai sensi della Legge n. 379 del 2000» sia le motivazioni che la sostengono, ovvero il riconoscimento «del valore storico, culturale e identitario dei flussi migratori trentini e dell’importanza del legame con le comunità di discendenza italiana nel mondo».
La cittadinanza è da sempre uno dei temi sui quali la Trentini nel Mondo si è maggiormente impegnata, promuovendo iniziative che hanno portato, nel dicembre 2000, all’approvazione della Legge n. 379 («Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all’Impero austro-ungarico e ai loro discendenti»), il cui primo firmatario era l’on. Sandro Schmid. La legge è stata successivamente prorogata di cinque anni nel 2005 su iniziativa del sen. Renzo Gubert.
Nel corso del dibattito in Aula è stato sottolineato come il senso di appartenenza e le tradizioni trentine siano ancora profondamente radicati nelle comunità all’estero. È stato inoltre ricordato il contributo che gli emigrati trentini hanno saputo offrire ai Paesi che li hanno accolti e ribadito che il riconoscimento della cittadinanza italiana rappresenta un principio di giustizia storica nei confronti di comunità che continuano a mantenere vivo un forte legame culturale e identitario con il Trentino, rappresentando ancora oggi una parte integrante della storia e dell’identità del territorio.
La Trentini nel Mondo ha espresso apprezzamento per queste dichiarazioni e ringrazia i promotori della proposta di voto (Malfer, primo firmatario, con Valduga, Stanchina, Maule, de Bertolini, Demagri, Parolari, Calzà, Maestri, Franzoia, Zanella, Manica, Coppola, Degasperi e Kaswalder), la Giunta provinciale per il parere favorevole e l’intero Consiglio provinciale per aver condiviso l’obiettivo di sollecitare il Parlamento e il Governo italiano a offrire una nuova possibilità ai discendenti degli emigrati trentini di ottenere la cittadinanza italiana.
Una possibilità auspicata anche dalla Trentini nel Mondo, pur nella consapevolezza che le restrizioni introdotte dalla nuova Legge n. 74/2025 sulla cittadinanza (di conversione del Decreto-Legge n. 36/2025), sulla cui legittimità si è ancora in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale, rendono il percorso particolarmente difficile.
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