Mondiali, storico intervento del Var in Stati Uniti-Paraguay: invertito un cartellino giallo per una simulazione
Prima storica volta di una nuova applicazione del protocollo Var che riporta alla mente il caso Bastoni-Kalulu
Il Mondiale 2026 sta già regalando delle novità assolute e delle primissime volte. Non solo per quanto riguarda squadre emergenti, ma anche quelle regolamentari. E nel corso di Stati Uniti-Paraguay, gara d'esordio della nazionale a Stelle e Strisce e terminata per 4-1 in favore di Pulisic e compagni, è stata usata per la prima volta una novità che riguarda il var e, che purtroppo per la Serie A, riporta alla mente episodi più che discussi come ad esempio il celebre caso Kalulu-Bastoni: un cartellino giallo dato, tolto dopo review e comminato all'avversario reo di aver simulato
COS'È SUCCESSO
Al minuto 53', l'ottavo minuto del secondo tempo, il centrocampista paraguayano Almiron è scappato nei pressi della linea di fondo in dribbling nei confronti dell'americano Ream cadendo a terra dopo il tentativo di contrasto. L'arbitro olandese Makkelie ha fischiato fallo ed estratto il cartellino giallo per il difensore degli USA. Pochi secondi dopo, richiamato dal Var, l'arbitro ha fermato l'azione (sbagliando perché la palla era già stata battuta ed era tornata in gioco violando il protocollo) ed è andato al monitor per una "on field review". Dalla visione dei filmati Makkelie è tornato in campo con una certezza: Ream non ha fatto fallo ed è stato Almiron a simulare.
PRIMA STORICA REVIEW
Makkelie ha quindi annullato il cartellino giallo per Ream e ha quindi estratto il giallo per Almiron cambiando anche il senso della punizione che è passata da favorevole al Paraguay a favorevole agli Usa.
In questo caso la novità non riguarda la review per un doppio giallo trasformatosi in cartellino rosso (come il caso Kalulu-Bastoni in cui queste novità regolamentari ancora non erano state implementate), ma addirittura uno scambio di cartellino giallo semplice.
Al var la dicitura è stata quella di "Mistaken Identity" ovvero "errore di identità" nel cartellino giallo assegnato in campo, ma la realtà è che il Var, in questo caso, è intervenuto per sanare una simulazione giudicata fallo in campo.
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