Salvini: “Lo statuto della Lega non cambia. Vannacci? Non mi interessa”
Salvini: “Lo statuto della Lega non cambia”
Matteo Salvini prova a ricomporre il quadro interno alla Lega e respinge l’idea di una fase di cambiamenti strutturali. Lo statuto del partito, afferma, non sarà modificato. Piuttosto, viene messo in cantiere un nuovo meccanismo di coordinamento interno per rafforzare il rapporto con i territori.
L’occasione per chiarire la linea arriva nel corso di un confronto con i cronisti del Corriere, a margine di una giornata politica intensa, segnata anche da un incontro al Viminale con il ministro Matteo Piantedosi, definito dal vicepremier come un semplice “caffè tra amici”, nonostante le interpretazioni circolate. “Sono il ministro dei Trasporti con 200 miliardi di euro di infrastrutture da portare a termine. E oggi, sì è vero, sono andato a bere un caffè con un amico che stimo“, ha detto Salvini rientrando al Mit.
Tra i temi, anche il richiamo del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha ultimamente ricordato come Salvini sia stato eletto dal congresso da poco più di un anno e stia attraversando una fase di ascolto delle diverse componenti del partito prima di assumere decisioni definitive. Un’impostazione, questa, confermata dal leader leghista: in questa fase, ha spiegato sta raccogliendo contributi e posizioni interne. Anche la mancata convocazione del Consiglio federale viene ricondotta a motivi organizzativi, legati all’assenza di diversi dirigenti. “È vero, sto ascoltando tutti in queste ore. Il consiglio? In molti erano fuori. E di fare una riunione con dieci collegati in remoto non mi sembrava il caso”.
La nuova cabina di regia: 15 persone e confronto continuo
Rispondendo alle domande dei cronisti, Salvini ha poi annunciato la creazione di una cabina di regia dedicata a territori e autonomie. L’organismo sarà ristretto, composto da circa quindici persone tra governatori, ministri, capigruppo, presidenti regionali e amministratori locali. L’obiettivo è rendere più stabile il confronto interno, attraverso riunioni periodiche e un coinvolgimento diretto delle diverse articolazioni del partito e del governo. Lo statuto, però, resta fuori da questa fase di revisione: eventuali modifiche, ha sottolineato Salvini, non sono all’ordine del giorno.
Tra le ipotesi circolate nei giorni scorsi, quella di un possibile rafforzamento della leadership con figure come Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Su questo il leader della Lega frena: non c’è alcuna necessità immediata di vicesegretari e, soprattutto, non risultano candidature in tal senso. “Non c’è un’urgenza vicesegretario nella Lega. E né l’uno né l’altro si sono fatti avanti. Zaia ha sempre detto che di Lega ce n’è una sola. Al contrario, con questo organismo ascolterò ancora di più i territori e gli amministratori come dice giustamente il governatore Fontana“, ha detto Salvini.
Salvini ha poi richiamato la posizione di Zaia, da sempre favorevole all’idea di una Lega unitaria, sottolineando come il confronto interno punti piuttosto a un maggiore coinvolgimento degli amministratori locali, come sostenuto anche da Attilio Fontana. Gli striscioni comparsi in Veneto e a Milano con la scritta “Zaia segretario” vengono letti da Salvini come iniziative isolate, non rappresentative dell’umore complessivo della base. Secondo il vicepremier, la distanza tra percezione mediatica e realtà interna resta ampia: i militanti, sostiene, sarebbero concentrati soprattutto su temi concreti come sicurezza, burocrazia e politica estera. Il Ministro dei trasporti ha poi rivendicato un contatto costante con amministratori locali e consiglieri.
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Il caso Vannacci e i numeri dei sondaggi
Un altro fronte aperto è quello legato a Roberto Vannacci, la cui presenza politica pesa sugli equilibri. Salvini ha minimizzato le preoccupazioni, dicendosi sereno rispetto alla competizione interna. Ha rilanciato invece una riflessione sul vincolo di mandato, sottolineando come alcuni eletti abbiano cambiato più partiti nel corso del tempo pur essendo stati votati sotto un simbolo preciso. Sul piano elettorale, il leader leghista sembra dare peso ai sondaggi attuali e richiama precedenti risultati positivi in Veneto. L’orizzonte resta quello delle politiche del 2027, quando la Lega punta a confermarsi in doppia cifra.
“In Veneto gli ultimi sondaggi davano la Lega sotto il 20%, e abbiamo preso il 36%. Conto che accada una cosa del genere e non sono minimamente preoccupato. Gli unici numeri che contano saranno quelli dell’ottobre 2027, alle Politiche, quando la Lega sarà in doppia cifra”, ha detto. Per Salvini Futuro nazionale si sarebbe di fatto autoescluso dalla maggioranza votando contro la fiducia al governo.
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