Morte Fakir, la Croce Rossa: “I soccorritori hanno cercato di rianimarlo”. Era vivo quando sono intervenuti
La Croce Rossa Italiana, in una nota, esprime “nuovamente cordoglio e vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir e totale disponibilità a collaborare con gli inquirenti e l’Ausl – come dichiarato da subito – per fare piena chiarezza sulla vicenda tragica avvenuta domenica a Bologna”.
“Nel pieno rispetto del lavoro dei magistrati, riteniamo doveroso ribadire e precisare che secondo le informazioni in nostro possesso – e contrariamente a quanto dichiarato ieri e riportato da alcuni organi di stampa questa mattina – l’equipaggio di soccorritori ha praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare (Rcp) sul paziente dal momento in cui è stato possibile intervenire fino all’arrivo dell’automedica, il cui intervento è stato richiesto alla centrale operativa dallo stesso equipaggio della Croce Rossa Italiana dopo pochi minuti dal suo arrivo sul luogo. Oltre alle manovre di rianimazione, l’equipaggio ha usato il defibrillatore (Dae) di cui è dotato, che è stato consegnato ai magistrati”, si legge nella nota.
Fonti: era ancora vivo quando sono intervenuti volontari Cri
Abderrahim Fakir “era ancora vivo, anche se in gravi condizioni” quando sono intervenuti i volontari della Croce rossa, “meno di un minuto dopo, più o meno 30 secondi” la fine dell’intervento della polizia, la sera del 19 luglio a Bologna. È quanto apprende LaPresse in merito all’intervento dei volontari della Croce Rossa.
I volontari hanno appurato che “il battito, per quanto flebile, c’era ancora” e “hanno iniziato le manovre di rianimazione”, nell’attesa che arrivasse il medico. I due volontari, infatti, non sono sanitari, ma persone addestrate per prestare i primi soccorsi. Il massaggio cardiaco, anche con il defibrillatore che ora è sotto sequestro “è andato avanti fino all’arrivo del medico del 118”.
Salvini a Bologna: “Aspettiamo verità scientifica, non di piazza”
“Ci sono state centinaia di migliaia di euro di danni, chi paga? Tutti. Non voglio dire che qualcuno abbia istigato la violenza, però se usi certi toni… Ci sono stati altri eventi delittuosi a Bologna” nei mesi scorsi, “non mi risulta che siano state convocate piazze dalla sera alla mattina per chiedere verità e giustizia. Tutti noi aspettiamo verità e giustizia scientifica e non di piazza”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i cronisti a Bologna dopo l’incontro con il prefetto, il questore e una rappresentanza della polizia di Stato.

“Sono venuto a ringraziare la polizia dello Stato per quello che fa tutti i giorni per tutelare la sicurezza dei bolognesi e degli italiani. Ho voluto incontrare i ragazzi che hanno fatto servizio l’altra sera in piazza. Ci sono mesi di prognosi, stampelle e fasciature per una violenza inaccettabile. Ci tenevo a esserci. Al di là dei comunicati e delle dichiarazioni, ritenevo giusto e doveroso venire in questura a Bologna che è casa di tutti i bolognesi”, ha spiegato il vicepremier. “Ci sono tanti cittadini che stanno andando al commissariato della Bolognina per donare fiori e regali. La gente perbene non ha nulla da temere del fatto che la polizia intervenga”, ha aggiunto.
“Pensare bene prima di convocare piazza che sfocia in guerriglia”
“Ogni morte è una sconfitta, però aspettiamo le risultanze dell’autopsia senza additare i poliziotti”, ha aggiunto il leader della Lega. “Prima di convocare piazze che possono sfociare in guerriglia, ci pensino due volte. Se convochi una piazza e poi qualcuno sfascia la città, spero che qualcuno” in futuro “ci pensi due volte”, ha aggiunto.
“Le bodycam renderanno giustizia a legittimo intervento operatori”
In mattinata Salvini aveva sottolineato: “A Bologna le bodycam renderanno giustizia al legittimo intervento degli operatori“. Salvini lo ha detto in occasione della presentazione delle bodycam di Fs security, oggi a Roma.
“Purtroppo c’è una frangia minoritaria rumorosa e irresponsabile che non tollera le divise – osserva Salvini – lo abbiamo visto anche in questi giorni; non aspettano altro: una scintilla per dare sfogo alla frustrazione, alla violenza, per andare a inseguire lo sbirro, il celerino e quant’altro”. “Dispiace – dice ancora Salvini – che anche istituzionalmente ci sia qualcuno, non dico che agevola, ma che col suo operato fa in modo che ci siano queste frange di violenti che non rendono un buon servizio all’Italia nel mondo”.
Piantedosi: “Su divise pregiudizio, sempre invertito onere prova”
“Le forze dell’ordine sono le istituzioni, come si vede da tutte le indagini statistiche, al primo posto per gradimento degli italiani, la maggioranza degli italiani sono persone serie, persone per bene, persone che vogliono bene al proprio Paese. Poi esiste questo pregiudizio per cui si inverte l’onere della prova. Quando c’è qualcosa che riguarda l’azione delle forze dell’ordine se ne presume, da parte di alcuni, la non-legittimità”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine della presentazione delle bodycam di Fs security in merito al presunto ‘odio preventivo’ verso le forze dell’ordine di cui hanno parlato la premier Meloni e il vicepremier Salvini in relazione alla morte di Fakir a Bologna.
Questo articolo Morte Fakir, la Croce Rossa: “I soccorritori hanno cercato di rianimarlo”. Era vivo quando sono intervenuti proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)