Morto per crollo ponte Martesana, condannati 3 funzionari del Comune di Milano

23 Giugno 2026 - 08:46
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Morto per crollo ponte Martesana, condannati 3 funzionari del Comune di Milano

Sarebbe diventato padre 4 mesi dopo, Andrea Elifani, quando il 2 aprile 2021 morì precipitando per alcuni metri mentre beveva una birra e chiacchierava con gli amici a causa del cedimento di una balaustra in ferro del ‘Pont de pan fiss‘ sul Naviglio Martesana. Ora il Tribunale di Milano ha condannato 3 dipendenti comunali per le mancate manutenzioni che causarono il crollo spezzando la vita del 40enne che, cadendo di testa e senza riuscire ad ammortizzare il colpo con le mani, perse subito i sensi per morire poco dopo all’ospedale Niguarda per le ferite gravissime.

La giudice Nicoletta Marchegiani dell’ottava sezione penale ha riconosciuto un ingegnere responsabile tecnico e progettista dell’Unità ponti del Comune di Milano e altri due funzionari pubblici responsabili del reato di omicidio colposo. Un anno, un mese e dieci giorni di reclusione, la condanna più elevata. Per gli altri due, pene inferiori all’anno, tutto con la sospensione condizionale e, in un caso, senza che la stessa venga menzionata nel casellario penale. Nessuna pecuniaria è stata stabilita dal Tribunale perché a tutti e tre è stata riconosciuta l’attenuante del risarcimento integrale del danno alla famiglia della vittima che così ha rinunciato alla costituzione di parte civile prima del processo.

Circa 500 i ponti che andrebbero messi in sicurezza

Al centro dell’inchiesta sfociata nelle condanne ci sono le mancate manutenzioni sul ponte che, all’angolo fra la Martesana e via Melchiorre Gioia, era notoriamente un punto di ritrovo per avventori di locali e lavoratori che si concedevano un aperitivo in compagnia dopo il turno. Per le pm Isabella Samek Lodovici e Maura Ripamonti la passerella in ferro in zona Melchiorre Gioia era stata più volte ispezionata nel 2018-2020, i due anni che hanno preceduto l’incidente letale, senza che “l’evidente fenomeno corrosivo in svariati punti della struttura” fosse stato “percepito e correttamente valorizzato come degno di intervento” da parte dei tecnici. Ci sarebbe stata una “paralisi della manutenzione” che non ha riguardato solo quella struttura, ma centinaia di ponti e sottopassi di competenza comunale, circa 500 quelli individuati dagli inquirenti che avrebbero necessitato di interventi per essere messi in sicurezza. Ora la giudice ha ordinato la restituzione a Palazzo Marino del ponte che era stato posto sotto sequestro nelle ore immediatamente successive alla morte del 40enne ma con l’obbligo di metterlo “in sicurezza” prima di riaprirlo ai passanti. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

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