Movida, le ordinanze antialcol diventano strutturali: novità anche per le vetrine abbandonate

Genova. Non più ordinanze prorogate di volta in volta, quartiere per quartiere, ma una normativa strutturale inserita nel regolamento di polizia urbana. È il cambio di passo deciso dalla giunta comunale genovese e discusso questa mattina nella prima di una serie di commissioni consiliari sul tema delle misure contro la detenzione e il consumo sregolato di alcolici e superalcolici in città. Durante la stessa commissione presentato anche l’articolo che tenta di arginare il fenomeno di abbandono delle vetrine di locali commerciali sfitti visibili dalla pubblica via.
Non più ordinanze ma divieti e regole fisse
Come già preannunciato nei mesi scorsi l’amministrazione comunale vuole fare ordine e superare la situazione di contigenza delle ordinanze: “Queste per loro natura sono strumenti che richiedono urgenza – ha spiegato l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi – e la proroga ripetuta fa venire meno questo requisito, per questo motivo abbiamo deciso di fornire un quadro normativo stabile, con uno strumento snello e flessibile, che permette alla giunta e ai municipi di definire aree di intervento e intensità di restringimento o ampliamento dei divieti”.
Il regolamento (articolo 28bis) partirà da alcuni paletti generali che valgono su tutto il territorio comunale: dalle 22 alle 6 è vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche, dalle 24 alle 6 divieto assoluto di consumare o anche solo detenere in mano contenitori aperti (bottiglie, lattine, bicchieri) in aree pubbliche. Resta sempre concessa la vendita e consumo nei dehors autorizzati e negli orari di apertura stabiliti.
Oltre a queste regole base sono contemplate ulteriori restrizioni in determinate aree critiche individuate dalla giunta comunale su parere dei municipi e sulla base di requisiti generali che sono la presenza di assembramenti, la segnalazione degli organi di vigilanza, le caratteristiche urbanistiche, la prossimità a contesti di destinazione residenziale, oltre ai dati di polizia locale e commercio.
Come in passato, aree A e aree B
Saranno quindi definite alcune aree “A”, dove il divieto di consumo si estenderà dalle 22 alle 8, e aree “B” dove lo stesso divieto si applicherà dalle 12 alle 8 (fino a oggi sono state aree “B” ad esempio zone come il centro storico, Sampierdarena, Sestri Ponente, Rivarolo, Canevari, Vernazzola, i giardini Cavagnaro, i laghetti di San Desiderio e la spiaggia di Voltri).
Un’altra novità, per le aree “B” è il divieto della vendita, negli stessi orari (12-8) di bevande alcoliche refrigerato per asporto. Questa norma, introdotta in altre grandi e piccole città, nota spesso come “ordinanza birra fredda”, è un provvedimento – ancora da definire nei dettagli – il cui scopo è contrastare il degrado, gli schiamazzi e l’abuso di alcol e colpisce non solo gli esercizi di street food ma prevalentemente i minimarket: i negozianti non potranno quindi tenere in fresco le bevande e saranno obbligati a spegnere i frigoriferi o esporre solo alcolici a temperatura ambiente.
Nel regolamento di polizia locale sarà prevista la possibilità di deroghe ai divieti, in occasione di eventi e manifestazioni.
Regolamento anti-alcol, la novità dei divieti “anti freddo”
Durante la commissione consiliare di questa mattina, oltre agli interventi dei commissari (i consiglieri comunali dei vari gruppi) hanno espresso alcune valutazioni rappresentati delle categorie. Ilaria Mussini, di Confcommercio, ha giudicato positivamente le nuove norme “che sono state condivise con il settore, ma il discrimine resta il controllo, perché se non c’è controllo non c’è applicazione”.
Fiduciosa ma perplessa Alice Barbieri, di Confartigianato: “L’obiettivo di perseguire sicurezza e decoro ci trova d’accordo ma le limitazioni rigide nelle aree B, con divieti che incidono su quasi la totalità della giornata, significa ostacolare e molto le attività che si basano sull’asporto, pensiamo a una rivendita di pizza o focaccia al formaggio che non possa mai vendere insieme una classica birretta. Questo finisce per agevolare il delivery, che invece può aggirare i divieti”.
Sul passaggio da ordinanza a regolamento, giudizio positivo di Michele Colnaghi, presidente del municipio Centro Ovest: “Nel caso di Sampierdarena le ordinanze hanno consentito di migliorare una situazione problematica, i controlli ci sono e stanno funzionando, pur con qualche criticità ancora in atto, importantissima l’introduzione delle regole sull’ordinanza delò refrigerato”.
Vetrine e saracinesche abbandonate, scattano gli obblighi per i proprietari
Con il nuovo articolo del regolamento di polizia urbana numero 27-bis, il Comune di Genova vuole provare a normare la gestione dei locali commerciali limitando fenomeni di degrado e incuria in quelli sfitti o abbandonati.
“La situazione che si crea in caso di locali con vetrine trasparenti, con rifiuti, materiali e arredi abbandonati, visibili da fuori, ma anche con sporcizia accumulata tra le serrante e l’ingresso, è di degrado e dà un senso di abbandono che investe poi un’intera porzione di strada – ha spiegato l’assessora al Commercio Tiziana Beghin – in altri Comuni è stata presa in considerazione l’idea, che vogliamo introdurre anche noi, di inserire un obbligo di manutenzione di quei locali e quelle vetrine visibili dalla pubblica via, di tenerli in condizioni di pulizia e ordine”.
“Si chiede anche di oscurare le vetrine in modo decoroso entro trenta giorni dalla chiusura dell’attività – ha aggiunto Beghin – o a partire dal riscontro del mancato decoro”. Si chiede anche di rimuovere o coprire insegne degradate e inutilizzate.
Regolamento antialcol, il dialogo con le categorie prosegue
La commissione di questa mattina è stata di carattere informativa. L’assessora Beghin ha dichiarato che la giunta prenderà atto delle perplessità di alcune categorie, in particolare quella degli artigiani – e che riguarda prevalentemente il refrigerato – e si tenterà di proseguire con l’ascolto.
“Oggi chi si vuole comprare una pizza e una birra alle 23 già oggi non lo può fare – ha ricordato Beghin – ma è chiaro che nelle zone più critiche, le aree b, con orari più estesi, può doventare un problema, ma la area b dovrà essere perimetrata se davvero ci sarà un rischio”.
La norma è già presente in altre città italiane senza grosse problematiche, hanno spiegato dalla giunta Salis, e ha portato a una diminuzione delle persone ubriache per strada.
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