Nano Banana 2.1 è qui: Google promette immagini più coerenti

07 Ottobre 2026 - 11:05
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Nano Banana 2.1 è qui: Google promette immagini più coerenti

Si chiama Nano Banana 2.1 ed è la versione aggiornata del modello con cui Google genera e modifica immagini. Poggia sulle fondamenta di Gemini 3.6 Image. L’azienda dice che i miglioramenti riguardano un po’ tutto, ma i progressi più evidenti riguardano tre cose: design visivo, editing con maschere e coerenza dei soggetti.

All’inizio dell’anno era arrivato Nano Banana 2, noto anche come Gemini 3.1 Flash Image. Quella versione offriva la qualità di Nano Banana Pro con la velocità dei modelli Flash. Aveva anche portato su un modello più economico diverse doti da “fratello maggiore”: conoscenza del mondo reale, una resa migliore del testo, e più coerenza tra personaggi e oggetti.

Design visivo. Le composizioni dovrebbero venire più gradevoli e le grafiche più rifinite. Meno aspetto da volantino di una sagra improvvisata, insomma.

Editing con maschere. Questa è la novità che farà felice chi ritocca. Si può selezionare con più precisione una porzione di immagine e modificare solo quella, senza rigenerare l’intera scena.

Coerenza dei soggetti. Il modello è più bravo a mantenere aspetto e identità di una persona o di un oggetto, sia durante le modifiche sia quando produce più immagini collegate tra loro. Per chi usa Gemini è probabilmente la miglioria più utile. Lo stesso volto, la stessa giacca, la stessa tazza, immagine dopo immagine.

Disponibilità

Il rollout è già partito e tocca parecchi angoli dell’universo Google: l‘app Gemini, AI Mode, Google AI Studio, Flow, Stitch, Google Ads e la Gemini Enterprise Platform.

Gli sviluppatori hanno a disposizione il modello con l’ID gemini-nano-banana-2.1, già disponibile in via generale. Accetta input di testo, immagini, audio e video, e può produrre immagini a 1K, 2K e 4K.

E la concorrenza?

Qui arriva la doccia fredda. Per ora il primo posto tra i modelli di generazione e modifica di immagini resta a ChatGPT Images 2.5 di OpenAI. Il suo punto forte è che, mentre si continua a rifinire un’immagine, ricorda le modifiche precedenti. Non tocca le parti che non c’entrano e non rovina l’originale con il passare dei ritocchi. Dietro, a inseguire, c’è MAI-Image-2.6 di Microsoft AI, uscito ad agosto di quest’anno.

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