NASA testa droni per rendere più rapido il trasporto organi
La NASA potrebbe non centrare molto con un argomento come il trasporto di organi, ma a quanto pare l'agenzia spaziale ha messo alla prova un’idea in grado di migliorare velocità e sicurezza in queste operazioni delicatissime, ed è strano che già non si operi in questo modo con maggior frequenza. L'idea è quella di usare dei droni avanzati per migliorare il processo, e a quanto pare è già stato eseguito un test di valutazione sul campo, dall'inizio alla fine.
Il tutto si è concretizzato lo scorso 5 giugno 2026 al Langley Research Center di Hampton, in Virginia, dove un drone è stato in grado di trasportare un rene umano oltre la linea visiva del pilota, che significa per chi non conoscesse i procedimenti, pilotare il mezzo fuori dalla distanza in cui l’operatore può vedere direttamente il velivolo. Naturalmente non era questa la problematica principale da affrontare, ma si è agito in totale sicurezza e senza mettere a repentaglio la vita di nessuno.
Il rene utilizzato non era idoneo al trapianto, ma è servito a valutare tempistiche e condizioni dell'organo durante il delicato tragitto. NASA e United Network for Organ Sharing, l’organizzazione non profit che gestisce il sistema statunitense dei trapianti, hanno collaborato in questa operazione complessa, e come spiegato sopra, l’obiettivo non era effettuare una consegna clinica reale. Però tutto è stato utile in ottica futura, e il grande vantaggio di questo modus operandi sarà sicuramente il tempo.
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