Nasce “Italiana”, il canale identitario dei nuovi palinsesti Rai
“Italiana”: nel nome sta tutto il programma, anzi tutto il canale. Il nuovo canale Rai che oggi, ad Ancona, alla presentazione ufficiale dei palinsesti per la stagione 2026-2027, vedrà la luce sotto forma di annuncio, in attesa della messa in onda effettiva a ottobre. Una rete dedicata e specializzata che nasce nell’ambito di un riassetto dell’offerta sul digitale terrestre (immutata dal 2010), con l’idea di raccontare, si apprende in ambienti Rai, “l’Italia reale” nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando “una narrazione identitaria” ma al tempo stesso moderna, con l’intento di valorizzare il patrimonio unico del paese e di renderlo fruibile su più piattaforme. Si è partiti da una considerazione: la tv pubblica italiana è prima in Europa nel racconto del territorio, anche se pochi lo sanno: da qui l’esigenza di un contenitore specializzato per dare spazio a immagini e servizi che esaltino la straordinaria ricchezza del paese attorno a proposta riconoscibile che possa andare incontro anche a un tipo di consumo “multi-piattaforma” e sempre più centrato sul singolo utente.
Il progetto rientra negli obiettivi del Contratto di Servizio firmato dall’ad Rai Giampaolo Rossi e dal Ministero delle Imperese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso, ed è stato fortemente voluto dal direttore del Daytime Angelo Mellone e da Rossi medesimo, con l’obiettivo condiviso di dare risalto alle eccellenze e alla bellezza del territorio, alle imprese e a tutto ciò che definisce l’identità del paese. In questo senso “Italiana” potrebbe raccogliere la benedizione dell’intero centrodestra (nonostante le divisioni interne che si riflettono spesso anche sulle dinamiche della tv pubblica), proprio perché si configura come spazio identitario e come progetto che rafforza il ruolo del servizio pubblico nella valorizzazione del territorio e della cultura nazionale ma con un occhio al mercato estero, visto che si punta anche a promuovere l’immagine del paese con un linguaggio accessibile. Nella pratica, si partirà da risorse audiovisive presenti e su volti interni Rai per illuminare una sorta di “racconto italiano” dei territori, della provincia e della “biodiversità naturale e culturale” che porta ad avere panorami, paesaggi e prodotti di grande originalità. L’esempio che viene fatto per illustrare un metodo e un modo di essere è quello delle Marche: regione in cui si producono scarpe anche grazie all’abbondanza di pascoli da cui ricavare pelli, in un paese unico al mondo in cui si possono intraprendere viaggi monotematici che in pochissimi luoghi sono possibili in questa varietà (itinerari artistici, culinari, enologici, archeologici).
L’idea di base, nel progetto voluto da Mellone e Rossi, è che un canale di questo tipo possa valorizzare una sorte di “patriottismo dolce”, non aggressivo, inclusivo, inteso come amore dei propri luoghi, peculiarità e folklore e come argine teorico allo spopolamento in una “nazione di prossimità”, fondata sulla vicinanza, sulla reciprocità e su quella che Hannah Arendt – questo il concetto veicolato a monte nella fase di ideazione – avrebbe chiamato “vita activa”. Partendo da programmi già andati onda e costruiti su questo “racconto italiano”, e andati bene a livello di ascolti, dunque, ci si è riproposti di racchiudere in un canale ad hoc tutti i programmi di quel tipo presenti nella library Rai. E, a monte del lancio di ottobre, ora si studia il modo di attirare le nuove generazioni, anche tramite influencer e content creator, per avvicinarle all’“originalità italiana”, concetto che, in teoria, potrebbe portare la pax (almeno televisiva) nel centrodestra percorso da tensioni.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)