Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e 3 mesi per l’omicidio del secondo figlio

Aprile 25, 2026 - 12:30
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Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e 3 mesi per l’omicidio del secondo figlio

La Corte d’assise di Parma ha inflitto a Chiara Petrolini una pena complessiva di 24 anni e 3 mesi di carcere, oltre al pagamento delle spese processuali, al termine di una camera di consiglio durata più di tre ore. La 22enne di Traversetolo era sotto processo con l’accusa di aver causato la morte dei suoi due figli neonati, i cui corpi erano stati poi nascosti nel giardino della sua abitazione. I giudici l’hanno invece dichiarata non colpevole in relazione alla morte del primo figlio. Petrolini è stata anche condannata al risarcimento dei danni nei confronti dell’ex fidanzato Samuel Gramelli e dei genitori di lui, Cristian Gramelli e Sonia Canrossi. 

Petrolini lascia l’aula scortata, tensioni e insulti ai cronisti

La ragazza ha lasciato l’aula del tribunale scortata dai carabinieri subito dopo la lettura del dispositivo. Tra il pubblico, i genitori della giovane sono scoppiati in lacrime e hanno abbandonato il palazzo di Giustizia senza rilasciare dichiarazioni. Tensioni si sono registrate tra il folto gruppo di amici della condannata e i giornalisti presenti, nei confronti dei quali sono stati indirizzati insulti. I militari sono intervenuti per riportare la calma. Samuel Granelli, il padre dei due neonati uccisi, ha lasciato l’aula senza rilasciare dichiarazioni sulla sentenza. 

Legale Petrolini: “Tesi accolte solo in parte, valuteremo appello”

“Sono state solo parzialmente accolte le tesi della difesa”. Lo ha detto l’avvocato Nicola Tria, legale di Chiara Petrolini, a margine della sentenza della corte d’Assise di Parma. Tria ha riconosciuto l’assoluzione per il primo omicidio contestato e la concessione delle attenuanti generiche, ma ha sottolineato come queste ultime non siano state riconosciute in misura di prevalenza, come la difesa aveva chiesto, così come era stata rigettata la richiesta di esclusione della premeditazione. Sul trattamento sanzionatorio, il legale non ha nascosto la propria posizione: “Per una vicenda come questa la pena avrebbe potuto e dovuto essere più mite, tenendo conto di molti fattori”.

Tria ha inoltre annunciato che la difesa non intende abbandonare il tema della patologia dell’imputata: “È quello di cui ho parlato molte volte, su cui non desisteremo”. Quanto allo stato d’animo di Petrolini, l’avvocato ha riferito che la 22enne “ha preso atto della sentenza” e che “sperava in una sentenza più mite”. La difesa valuterà l’impugnazione dopo aver letto le motivazioni: “Dobbiamo capire il percorso argomentativo che sorregge la decisione – ha concluso Tria – Vedremo come fare per eventualmente impugnare”.

Procuratore: “Vicenda molto triste, nessuna soddisfazione”

“È una vicenda molto triste. Abbiamo due bambini morti: un dramma familiare che non trova molti riscontri nella vita ordinaria”. Lo ha detto il procuratore di Parma Alfonso D’Avino, a margine della sentenza della corte d’Assise che ha condannato Chiara Petrolini per l’omicidio del secondo neonato, nel 2024, assolvendo l’imputata per la morte del bambino nel 2023.

Quanto alla pena, il procuratore ha sottolineato: “Non è una questione di soddisfazione. La pena irrogata è di poco inferiore a quella che avevamo richiesto. Noi stessi avevamo chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti, e su questo la corte ha deciso in conformità alla nostra impostazione”. D’Avino ha infine ricordato le modalità con cui la procura aveva gestito l’intera vicenda: “Abbiamo cercato di tutelare tutte le parti, inclusa l’imputata. È un caso che ci ha toccato anche sul piano umano”, ha concluso. 

“Valuteremo impugnazione su assoluzione per morte 2023”

 Il procuratore ha annunciato una valutazione sull’opportunità di impugnare sul capo relativo al 2023: “Avevamo ritenuto provata la responsabilità dell’imputata anche per tale omicidio, sulla base della ricostruzione operata dal medico legale e dall’antropologa forense. La corte è stata di diverso avviso: valuteremo se impugnare”, ha spiegato.

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Redazione Redazione Eventi e News